Pagina:Caterina da Siena - Epistole, 3.djvu/218

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piacerò a Dio, e sopra questa pietra e fondata la grazia.

Se dici: non me le pare avere, dico che egli è falso, perocché se non l’avessi non temeresti d’offendere Dio, ma egli è il dimonio che fa vedere questo, perchè l’anima venga a confusione ed a tristizia disordinata, e perchè tenga ferma la sua volontà in volere le consolazioni, i tempi e li luoghi a suo modo; non gli credete, figliola carissima, ma sempre si disponga l’anima a sostenere pene per qualunque modo Dio le dia: altrementi faresti come colui che sta in sull’uscio col lume in mano, che distende la mano di fuore e fa lume fuore, e dentro è tenebroso, cioè, colui che già è accordato nelle cose di fuore colla volontà di Dio, disprezzando il mondo, ma dentro gli rimane la volontà spirituale viva, velata con colore di virtù!

così disse Dio a quella sua serva detta di sopra: però dissi io, che volevo e desideravo che la vostra volontà fusse annegata e trasformata in lui, disponendoci sempre a portare pene’e fadighe per qualunque modo Dio ce le vuole dare. Così saremo privati della tenebre ed averemo la luce. Àmen. Laudato sia Jcsù Cristo crocifisso e Maria dolce.