Pagina:Caterina da Siena - Epistole, 3.djvu/260

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260 A MISSEU MATTEO . * * * P RETTORE DELLA CHIESA DELLA MISERICORDIA DI SIENA ’ MENTRE CHE ESSA ERA A PISA.

I. l/esorta ad infiammarsi nel fuoco d’nna vera carila, mostrando come questa virtù c’ unisca ■ perfettamente con Dio, e da essa ne nasca la car ta verso i prossimi, e Io stimola singolarmente ad ajutare coll’orazioni gli estremi bisogni di janta Chiesa, privandosi d’ogni amor proprio ed annegandosi nel sangue di Gesù Cristo.

/Il nome eli Jesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.

I* voi, dilettissimo e carissimo figliuolo in Cristo Jcsìì. Io Catarina, serva e schiava de’ servi di Jesù Cristo, scrivo nel prezioso sangue suo, con desiderio di vedervi infiammato tutto d’amoroso fuoco, sì e per sì fatto modo, che diventiate una cosa colla prima dolce Verità; e veramente l’anima, che per amore ò unita e trasformata in lui, fa come il fuoco, che consuma in sè 1’ umido delle legna, e poi che sono bene riscaldate sì l’arde

converte in sè medesimo, dandoli quello colore e caldo, c potenzia, che egli ha iti sè medesimo: così l’anima, che ragguarda il suo Creatore e la sua inestimabile carità con la quale comincia l’anima a sentire il caldo del cognoscimento di sè medesimo; il quale cognoscimento consuma ogni umido