Pagina:Caterina da Siena - Epistole, 3.djvu/265

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265 AL SOPRADDETTO M1SSER MATTEO I. Della vera annegatone della propria toIoolà conformala In (olio a quella di Dio, alla quale esorta il soprannominalo rettore, pregandolo a procurar la salate dell’anime per sola gloria dì Dio, II. Come si deve fuggire di giudicare e mormorare de’servi di Dio, onde dobbiamo cercare il vero lume che sì trova nel sangue di Gesù Cristo.

III. Desidera ella stessa restare illuminata con questo lume, onde conforta sè medesima, ed egli.nsieme a portare ogni Salica; e disprezzar le mormorazioni degli uomini per pioeuiar la salute deir anime loro.

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Al nome di Jesù Cristo crocifisso e di Maria dclcz.

I. Ilarissimo figliuolo in Cristo dolce Jesù. Io Catarina, serva e schiava de’servi dì Jesù Cristo, scrivo a voi nel prezioso sangue suo con desiderio di vedervi bagnato ed annegato nel sangue di Cristo crocifisso, il quale sangue inebbna i anima sì e per sì fatto modo, che al tutto perde sè medes:ma. Di sè r.on vuole che rimanga alcuna particella fuori del sangue, cioè, nè tempo, nè luogo, nè consolazione, nè tribolazione, nè ingiurie, riè scherni, nè infamie, nè villanie, nè veruna altra cosa da qualunque altro lato ella viene,