Pagina:Caterina da Siena - Epistole, 3.djvu/284

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  • 284 censo odorifero d’umili, continue e fedeli orazioni, le quali offera molto ferventemente per onore di Dio e salute, dell’anime. 0 quanto è beala questa anima ! veramente ella gusta vita eterna; ma noi ignoranti non ci curiamo di questa beatitudine, che se noi ce ne curassimo; noi eleggeremmo innanzi la morte che perdere tanto bene. Leviamo oggi mai questa ignoranzia, e cerchiamo la perfezione con ogni verità: cercandola in verità antLaremo colà dove Dio l’ha posto, che se noi la cercassimo altrove, già non la trovaremmo.

Detto aviamo come l’anima nostra è una vigna, e come ella è adornata, e some, Dio vuole che noi lavoriamo.

III. Ora è da vedere dove elli ci ha posti: dico che elli ci ha posti tutti nella vigna della santa Chiesa, ed ha posto in essa il lavoratore, cioè Cristo in terra, il quale ci ha a ministrare il sangue, e col coltello della penitenzia la quale riceviamo nella santa confessione, taglia 1 vizio dell’ anima, legandola al petlo suo, e legala col legame della santa òbbedienzia, e senza questa la vigna nostra sarebbe ruinata, la grandine la privarebbe d’ ogni frutto; ciò dico, se ella non fusse legala in questa òbbedienzia. Adunque ci conviene cercare e lavorare la vigna dell’anima nostra nella vigna della santa Chiesa, altrementi saremo privati d’ ogni bene e caderemo in ogni male. Ora è il tempo, carissimi padri e fratelli, di mostrare se saremo legati in verità o no: a che me ne avvedrò? a questo, se ora in questo tempo del bisogno sovverrete il lavora* tore di questa vigna della santa Chiesa papa Urbano VI, vero vicario di Cristo, spiritualmente.e temporalmente.

Spiritualmente con la umile orazione; temporalmente adoperando giusta il vostro potere cli

i signori li diano adjutorio (A), la qual cosa ci è debito; e non vediamo noi che per debito siamo tenuti di farlo, e che egli è uno sovvenire a noi medesimi? amiamo noi così poco la fede nostra, che noi non ne vogliamo essere di fonditori e niellerei la vita del corpo se bisogna ? e siamo noi così ingrati e sconoscenti di tanti