Pagina:Caterina da Siena - Epistole, 3.djvu/41

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Cristo ha sostenuto infino alla morte, ed è resuscitato glorioso, così faremo noi e li altri servi di Dio, che sostengono con pena infino alla morte della propria sensualità; perocché quando la propria sensualità è morta, 1’ anima n esce resuscitala a grazia ed ha atterrato il vizio, gloriosa con la reina della pazienzia e col vestimento della pazienzia, che è dello di sopra, persevera infino all’ultimo che sale in cielo, benché tutte le virtù, fuore della carità, che è il vestimento della pazienzia, rimangono tutte di sotto, ed ella entra dentio come donna: nondimeno ella trae a sè il frutto di tutte le virtù, e singolarmente il frutto della pazienzia, perocché el!a è tutta incorporata nella carità, anco è il mirollo della carità, perocché s’è manifestata vestita d’amore e non nuda, perocché pazienzia senza carità già non sarebbe virtù; ma perchè l’amore vero e perfetto è neU’anima, ha mostrato il segno del sostenere pene ed obbrobrio, scherni e villania, tentazioni del dimonio e lo stimolo della carne, le lingue de mormoratori e le lusinghe del cuore doppio che ha una in cuore ed un’altra mostra in lingua, e tutte le ha passate con vera e sanla pazienzia, e con vera sollicitudine di servire a Dio ed al prossimo suo, ed è fatto abitatore della cella del cognoscimento di sé; nei a quale cella sta la cella del cognoscimento della bontà di Dio in sè; ine ingrassa ed ine si diletta. Nella cella sua: mangia con pene il cibo dell anime, e così ha posta la mensa in su la croce, nella cella della gloria e loda del nome di Dio si riposa, ed ine na fatto il letto suo, e così ha trovata la mensa, il cibo, il servitore, cioè lo Spirito Santo e 1’ onore del Padre eterno, dove si riposa: e poiché ha trovata la cella dentro così dolcemente, ed elli la procaccia di fuore ancora quanto gli è possibile. Ricordivi, carissimo padre, e negligente figliuolo della dottrina’ di Maria e di quella della dolce prima Verità, sapete che vi conviene stare nel cognoscimento di voi ed offerire umilile continue orazioni; e convieuvi studiare la cella, e cognoscere la verità, e