Pagina:Cattaneo - Rivista di varii scritti intorno alla Strada ferrata da Milano a Venezia.djvu/51

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aveva poco ardore d’impegnarsi nell’opera; e i direttori non potevano più esercitare il comando sull’officio tecnico, perchè, non avendo già diretto rapporto cogli ingegneri subalterni, avevano poi conchiuso coll’ingegnere in capo, in onta agli statuti e al deciso e insuperabile dissenso dei legali, quel contratto di locazione e conduzione d’opera, che lo costituiva irremovibile, e perciò affatto indipendente, e signore di sè e dell’impresa. Quindi, invece d’attendere a ribassare le sue livellette e contar bene i suoi metri cubi, egli attendeva a scrivere dissertazioni contro la linea di Bergamo, e dichiarare ai direttori in cospetto del publico ciò che voleva fare, e ciò che voleva non fare 1. E in queste confabulazioni, seminate di molti e gravi errori 2 si consumava il tempo, il tempo prezioso per far chiamate di denaro; poiché l’aggio correva al disopra del 20 per 100; ed era providenza il moderarlo. E non sarebbe poi stato necessario chiamar denaro quando l’aggio era già ricaduto sotto al pari, per poi disdir la chiamata, e tuttavia provocare il rischio dell’abbandono delle azioni.

Il primo congresso dei rappresentanti degli azionisti avrebbe dovuto anzi tutto esercitare le esclusive facoltà, riservategli dello statuto, d’eleggere i direttori. Non lo fece; e passò oltre con una specie di ringraziamento, che poteva valere come una conferma, se la conferma non supponesse un previo fatto legale, che qui non esiste. E cosi a tutti gli atti della presente amministrazione manca il fondamento d’una rigorosa legalità; e sovrastano tutte quelle conseguenti risponsabilità che il corso delle cose e degli improvidi contratti potrà tosto o tardi arrecare.

Nel congresso il presidente espose in succinto il progetto dell’ing. Milani; e ripetè la strana asserzione che l’introito delle persone debb’essere due quinti del totale, e tre quinti

  1. Vedi le memorie dell’ingegnere Milani: Qual linea seguir debba da Brescia a Milano ec. Dietro quali considerazioni generali, topografiche, economiche, tecniche si debba determinare il luogo o luoghi ec.
  2. Per esempio, dimenticando l’attivissima navigazione da Trezzo per l'Adda e il Naviglio di Paderno al lago di Como, e quella da Palazzolo per la Fusa al lago d’Iseo, scriveva: "La seconda linea alla di lei destra ha monti ed alpi, dove popolazione scarsa, paesi rari, strade poche e difficili, nessuna acqua navigabile, nessun canal manufatto" (V. Qual linea ec., § 35, pag. 16).