Pagina:Catullo e Lesbia.djvu/39

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la vita di catullo.

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ha fatta la corte per due; l’istruzione, che nelle donne si muta facilmente in saccenteria, se è insopportabile in una moglie, riesce piacevole in un’amante: ci si sente più lusingati, il nostro amor proprio ne gode; vincere una donna d’ingegno, riuscire a farci amare da una donnetta, che discute di poesia e fa versi, fossero anche zoppi, è una doppia vittoria. Aggiungete a questi pregi un marito, e avrete la fenice delle conquiste. Agli occhi dei don Giovanni, un marito è un pregio di più; un’altra difficoltà da superare; la pappa è fatta per chi non ha denti; e i veri cacciatori non si contentano di stanare una lepre; vanno alla caccia del cervo. L’amore d’altronde è come un torrente: ogni intoppo che incontra, gonfia ed infuria di più; il marito è un intoppo; un tronco che si frappone alla corrente.

Il giovane Valerio sentì senza dubbio codeste cose

                    e a pari
De l’Etna, o de le Malie acque, bollenti
Fra l’Oëtèe termopìli il suo petto,
Misero! ardeva, ed in assiduo pianto
Si struggevan così gli occhi suoi mesti,
Che n’avea triste e rugiadoso il volto.1

Quando ci appare la prima volta agli sguardi una sognata bellezza di donna, il nostro cuore resta profondamente colpito come i nostri occhi, la nostra mente si sconvolge, si smarrisce in mezzo ad una luce infinita. Il desiderio di possederla, se pur nasce in quel momento, rimane subito soffocato dal pensiero della nostra piccolezza. La beltà d’una donna è come uno

  1. Ad Manl., Carm. LXVIII.