Pagina:Celoria - Atlante Astronomico, 1890.djvu/40

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piani di tutte le orbite planetarie si riferiscono al piano dell’orbita della Terra, eclittica. Si considera a parte la linea d’intersezione del piano d’ogni orbita planetaria col piano dell’eclittica, linea dei nodi; si considera ancora l’angolo che il piano d’ogni orbita fa coll’eclittica, inclinazione dell’orbita. Questi due dati, che determinano il piano in cui giace l’ellissi percorsa da un dato pianeta, gli altri già accennati, quali l’asse maggiore, l’eccentricità e via, che servono a determinare la forma e le dimensioni dell’ellissi stessa, costituiscono tutti insieme gli elementi dell’orbita.

Nella tavola XIV-XV è disegnato il Sistema Copernicano con tutte le orbite dei pianeti e con quelle di alcuni altri corpi, Comete, che si aggirano attorno al Sole. Le orbite dei pianeti hanno piccole eccentricità, ed appaiono all’occhio come circoli; quelle delle Comete sono fortemente ellittiche; i pianeti considerati sono Mercurio, Venere, Terra, Marte, Giove, Saturno, già noti agli antichi, Urano, i piccoli-pianeti, Nettuno scoperti dopo l’invenzione dei cannocchiali; ogni pianeta è indicato dal segno convenzionale per esso adottato dagli astronomi (tav. XVI). A farsi un’idea chiara del come le cose stanno in realtà giova pensare che l’eclittica sola coincide col piano del disegno, e che tutte le altre orbite nella tav. XIV-XV disegnate stanno in parte sopra, in parte sotto l’eclittica. Le linee d’intersezione dei piani di queste orbite coll’eclittica passano tutte pel punto in cui giace il Sole, e per alcune orbite sono indicate inoltre dai punti ☊ ed ☋, nodi.

4. Le orbite che nella tavola XIV-XV tanto si addensano attorno al Sole, in realtà hanno dimensioni delle quali difficilmente si arriva ad avere un concetto concreto. Si tratta di milioni di chilometri, come risulta dal quadro numerico seguente, nel quale sono scritte le distanze medie dei grandi pianeti dal Sole, posta l’unità uguale, colonna A, ad un milione di chilometri, e, colonna B, alla distanza media che separa la Terra dal Sole.

Distanza dal Sole Diametro Massa
A B C D
Mercurio 57,5 0,387 4816 0,38 0,04
Venere 107,5 0,723 11969 0,94 0,78
Terra 148,7 1,000 12756 1,00 1,00
Marte 226,5 1,524 6745 0,53 0,11
Giove 773,8 5,203 143757 11,27 308,00
Saturno 1417,8 9,539 119080 9,55 92,00
Urano 2851,4 19,183 59171 4,64 14,00
Nettuno 4467,6 30,057 54979 4,31 17,00

Nel Sistema planetario il Sole prepondera e per le dimensioni sue, e per la quantità di materia, massa, in esso raccolta; il suo diametro misura 1386690 chilometri ed equivale a 108,71 diametri della Terra; la sua massa è 322800 volte la massa terrestre, o in altre parole esso pesa 322800 volte il peso della Terra. I diametri e le masse dei pianeti principali sono date dal quadro numerico precedente; per le

masse è presa come unità la massa della Terra, pei diametri è preso per unità nella colonna C il chilometro, nella D il diametro terrestre.

Meglio di tutti questi numeri giova, a farsi un concetto chiaro e concreto della grandezza relativa dei diversi corpi del Sistema solare, uno sguardo gettato sulla tav. XVI, nella quale il grande disco rappresenta il Sole, e i dischetti quello a che di fronte al Sole si riducono i pianeti. Così grande è il Sole, che esso, ove avesse il suo centro nel centro della Terra, occuperebbe col suo corpo smisurato non solo tutta la sfera che ha per raggio la distanza (tavola XVI) dalla Terra alla Luna, ma spingerebbe la propria superficie molto oltre la Luna, 48 raggi terrestri al di là di essa.

5. Mercurio è il pianeta più vicino al Sole, e da questa prossimità e da ciò che nella Mitologia il dio Mercurio gode2 tutta la confidenza di Apollo trasse forse il suo nome. I Greci lo chiamarono talora Stilbon, lucente. Fra gli astrologi ebbe quasi un culto, ed esso, secondo loro, dava allo spirito umano l’acutezza e la versatilità, all’animo la vivacità, al corpo la forza e la salute.

La sua forma è quella di una sfera; la sua superficie misura la settima parte circa della superficie terrestre, il suo volume i sei centesimi appena del volume della Terra. Si muove attorno al Sole in una ellissi, di cui l’eccentricità CS (fig. 3) è i due decimi circa del semiasse maggiore CA, e le sue distanze minima, media, massima dal Sole seguono press’a poco il rapporto dei numeri 66, 83, 100. In circa 88 giorni (87g 23h 15m 44s) compie una rivoluzione; la velocità con cui esso corre sulla propria orbita è vertiginosa; essa varia da uno ad un altro punto dell’ellissi, varia in modo che in tempi uguali il pianeta percorre attorno al Sole aree uguali, ma in media è tale che per essa Mercurio lascia dietro di sè in un minuto secondo 49 chilometri circa. Nello stesso tempo che rivolgesi attorno al Sole, esso ruota intorno a sè medesimo; si ritenne per lungo tempo la durata di questa rotazione uguale a 24 ore circa, ma lo Schiaparelli dimostrò recentemente che Mercurio si rivolge nella sua orbita mantenendo sempre lo stesso emisfero verso il Sole, e che la sua rotazione e la sua rivoluzione hanno ugual durata.

Mercurio è opaco, splende per luce solare che la sua superficie riflette, ed esso riceve dal Sole una luce sette volte circa più intensa di quella che riceve la Terra. Le righe oscure dello spettro luminoso di Mercurio corrispondono a pennello a quelle dello spettro del Sole; si incontrano in esso quelle righe ancora che nello spettro solare vedonsi soltanto quando il Sole è basso sui nostri orizzonti, e sono prodotte dall’assorbimento esercitato sovra i suoi raggi luminosi dall’atmosfera terrestre. Probabilmente quindi anche Mercurio è per ogni parte avvolto da un oceano aereo, il quale ha sulla luce solare un’efficacia assorbente sensibile, e all’esistenza di questa sua atmosfera anche le osservazioni telescopiche dirette sono favorevoli.