Pagina:Cennini - Il libro dell'arte, 1859.djvu/145

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

di cennino cennini. 105

pra il detto mordente. Calcalo con bambagia, e poi col detto dito va’ leccando di questo pezzo d’oro, e mettendone sopra il mordente che non n’ha. E non far con altro polpastrello di dito, chè egli è il più gentile che abbi la mano: e fa’ che le tue mani sien sempre nette. Avvisandoti che l’oro che si mette in su’ mordenti, spezialmente in questi lavori sottili, vuole essere il più battuto oro e il più fiebole che possi trovare: chè s’egli è sodetto, non puoi adoperarlo sì bene. Quando l’hai per tutto mettuto d’oro; se vuoi, il puoi lasciare stare in nell’altro dì; e poi togli una penna, e spazza per tutto: e se vuoi ricogliere il detto oro che casca, o vero spazzatura, serbalo; ch’è buono per orefici, o per tua fatti. Poi togli della bambagia ben netta e nuova, e va’ brunendo perfettamente il tuo fregio mettuto d’oro.


Capitolo CLII.

Come puoi temperare questo mordente per mettere più presto d’oro.


Se vuoi che questo mordente, detto di sopra, duri otto dì; innanzi che sia da mettere d’oro, non vi mettere verderame. Se vuoi che duri quattro dì, mettivi un poco di verderame. Se vuoi che ’l mordente sia buono dall’un vespero all’altro, mettivi dentro assai verderame, e ancora un miccino di bolo. E se trovassi che nessuna persona ti biasimasse il verderame, perchè non pervenisse a contaminare l’oro, lásciati dire; chè io l’ho provato che l’oro si conserva bene.