Pagina:Cesare Battisti - Gli Alpini, Milano, 1916.djvu/12

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
6 Battisti: Gli alpini


E che saranno domani questi figli, domani, nella nuova Italia, nell’Italia veramente redenta?

Gli alpini sono i figli dei monti: scendono dalle Alpi che cingon l’Italia, vengono da valli remote, perdute, lontane da rumori. La lor giovinezza è trascorsa fra pascoli e boschi. Hanno vissuto lunghi inverni nella neve, nelle tormente. Poco sanno d’agi e di ricchezze. È loro ignota la grande proprietà; tutto il loro patrimonio consiste in miseri campicelli, in poveri tuguri. Ed è un re chi ha il campo e la casa veramente suoi e non dell’ipoteca. Sono patriarcali nella fede, ne’ costumi, negli interessi. Quanto accolgon di nuovo si innesta sulle vecchie tradizioni e ne prende il colore.

Vengon questi alpini dall’Alpe severa e nevosa, ma i più fra loro nell’età virile, dal 18 ai 40, ai 50 anni, non hanno avuto, non hanno la gioia di vivere in seno alla loro famiglia, coi vecchi genitori, con la sposa, coi figli.

La scarsezza dei frutti della terra e tante altre cause, e antiche e recenti, che non è il momento di esporre, li condannano