Pagina:Codroipo - Dialogo de la caccia de' falconi, astori, et sparvieri, 1614.djvu/125

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De li SmerigliScc. <107 n.ina inuentione da Findtifìria di quegli buomini in tutte_j ì attieni d’intelletto acutifjìm s che, conofciuto il grandi {fimo timore, channo le lo do le di quelli uccelli, & fpecialmente w quelle larghijfme campagne de FAufiria, de FUngheria, & de la Boemia; doue per molte miglia non hanno luoghi, ò riponigli da faluarfis battutone uno di quefli animali pr e fo da loro in pugno, situatogli ilcapelletto, fattoio dibatter, (efr aliar ■ su.unay. ò due evolte in luogo uicino, doue ut fid -: U pongono in tanto timore, & (f auentOyche s - < campagna rafis, & lontanijfima. da luoghi, dot.: ìfo fondere.! fefujjc da quel temuto nemico feguita ± e» f * cosi ferma, Ó* immobile,che ^ fifa preda facile de lo fi rudero j il quale con njn ■ lacciuolo accommodato in capo d’una lunga bacchetta,ouero con una reticella fe:ne fà fubito di effa padrone.: perchè da la paura sbigottita non più fi muoue, che s’ella fufje un fajjo. Ma. qui non fi ferma Findujlria diquefh buomini {ingoiar 1, c hanno ntrouato una nona maniera di goderei di jìmil folazgo. percioche fattone di fottìi legno un jìmil uccello con Fall aliar gate,e tinto de le medefìme macchie & de gli (leffi colori, chei detti uccelli fogliano batter eccoti gli occhi poftì con arte non meno fimili,& pofogli attaccato ad una fibbietta, ò fqum^agho fopra la fchena uno affai lungo,benché leggiero (pago, accommodando Fe[trema parte di ejjo ad una affai lunga canna uera,oueramente ad una, pertica leggiera, O* fattile,gettando quel fìnto uccello m 0 2 aria