Pagina:Codroipo - Dialogo de la caccia de' falconi, astori, et sparvieri, 1614.djvu/31

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De’Falconi 3&G 13 quelle horrìde,& alpefìri montagne ’vn luogo y doue egli feguendo ’vna faluaticina, allettato da fommo defìdsrio di ucciderla, ficonduffe folo mparte,doue non polena nè andarcene ritornare, ò*con grandijjima fatica aiutato da molU ingegniartipuotè ritornare tllefo a fuoi. doue per co fa fingo lare e & rara <zti fu pofio <vn Crocefff’o,che forfè ancorafì<-uede_s. Ma che dirò di Ferdinando il Catolico Rè di FerdinanSpagna 3 per lo nvalor fuo non meno celebrato, chéqualun- d ° Rè di que altro Rè de 3 tempifùot? poiché, oltre le file infinite ma- quando fi rauigliofe tmprefe, faccio 1 Mori di Granata, & simpa- ^caccia troni con tante’vittorie del nobili fimo Regno di Napoli, di campaQueflo fisa di certo, che dopo ipenjìen, O* negotij di tanti §na ‘ Regni da lui con fimma prudenza retti non in altra maggior ricreatione diffenfaua il tempo, che ne le cacete. anzi per le molte fatiche in ciò durate ’venuto da la robufiiffima fu natura, & compleffione in affai debole, cangiò con la morte quefla ’Vita mortale: lafiiando Ferdinando juo nipote,nu- Ferdinantritofiotto la tutela & documenti fimi, bora eletto mentiffi- dolmpera mo Imperatore i dal quale ’voi battete riceuuto l’honorato to fidìlet grado di Caualleria, O* al qualeper quefti ’vofìri qut’vtci- *^. d * ^ ni Feudt fìete <■vaffallo, fi come per molti anni manzi è fata capagna. Cafa r voftra a la SereniJJìma Cafa d’Aufìria. Hor non fiapete ’voi, quanto quefìo Imperatore trappaffi tutti gli altri ne la dilettatane di que fio nobile efferemo? più faperlo po teua il Signor Nicolò ’vofìropadre,di felice ricordation(Lj } Mc,, il quale,come cacciator ’valorofio,fu molte nvolte iffertmen- Codrofp.o tato dafua Ce farea Maefià m quei paefi de l’Au[irta,& con vdorofo" benigne