Pagina:Codroipo - Dialogo de la caccia de' falconi, astori, et sparvieri, 1614.djvu/70

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5 2 De la Caccia fono defederò (idi vita più libera. refi* poi,che quando fono pienijfemt di carne per li p afei delicati,che loro fi danno,a ciò che toflo fi mutino, volendo volare da luogo a luogo’, per la granerà loro nel dar giufo copiedi vrtano ne la pertica-,, ò pietra, onero altro appoggio con tanta forche può facilmente [correr molto humore ne la palma de la mano, con la quale percuotono, <£r cagionar loro, ftecialmente il chiodetto male di molta importanti. Ma il mutargli a la pietra _» con la[abbia frefica fiotto,ancora che,per non ejjer liberinoti con tanta facilità fi mutino, nondimeno,[e patificono a l’improuifo di qualche infermità,èfubito conofciuta dal falconiere), che pafcendoli ogni dì m mano la può vedere, & conofiere,[occorrer li con la medicina al male appropriata oltre che vi evn rimedio appropriati fimo negli efiremi calai a nnfreficargli, che è il portargli alcuna volta la mattina a gorga vuota a quelle acqueforgenti,limpide,& chiare. nel cuifondofi veggono alcuneghiar elle, le quali e fi medefimi pigliano nel becco, & mandano nel facchetto, che li refrigera, purga, netta: poi la feguente mattina le gettano fuori contaminate da diuerfa maluagità d’humore,che-> m efio facchetto haueuano ripofto. il che gioua loro mirabilmente, però mi piace più hauer vn falcone,che mi fia caro a la pietra, che in fh a. £?* quefìo per vederlo, & hauer lo tn mano ogni di: ancora che qualche falcomero per m.nor faticalo vedrà pià volentieri m fila, doue ogni minimo rag^opuò con facilità pafeer ledendogli vna, ò due volte Regnato. & perchè nel mutar gli vccelh fi fiele dar loro gran