Pagina:Commedia - Inferno (Buti).djvu/189

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c a n t o    v. 145

52La prima di color, di cui novelle
     Tu vuoi saper, mi disse quelli allotta,
     Fu imperadrice di molte favelle.
55A vizio di lussuria fu sì rotta,
     Che libito fe licito in sua legge,
     Per torre il biasmo in che era condotta.
58Ella è Semiramìs, di cui si legge
     Che succedette a Nino, e fu sua sposa:1
     Tenne la terra, che il Soldan corregge.
61L’altra è colei, che s’ancise amorosa,
     E ruppe fede al cener di Sicheo:
     Poi è Cleopatras lussuriosa.
64Elena vedi, per cui tanto reo
     Tempo si volse, e vedi il grande Achille,
     Che con amore al fine combatteo.2
67Vedi Paris, Tristano; e più di mille
     Ombre mostrommi, e nominolle, a dito,3
     Che amor di nostra vita dipartille.
70Poscia ch’io ebbi il mio Dottore udito
     Nomar le donne antiche e’ cavalieri,
     Pietà mi vinse e fui quasi smarrito.4
73Io cominciai: Poeta, volentieri5
     Parlerei a quei due, che insieme vanno,
     E paion sì al vento esser leggieri.
76Et elli a me: Vedrai, quando saranno
     Più presso a noi; e tu allor li priega
     Per quel disio che i mena, e quei verranno.6

  1. v. 59. Il codice Antaldino à: Che sugger dette a Nino; Francesco Alunno ebbe trovato: Che succo dette a Nino. Il ch. prof. Nannucci fe buon viso alla lezione Antaldina, la quale, eziandio secondo gli antichi commentatori, vorrebb'essere preferita.  E.
  2. v.  66. Che per amore
  3. v.  68. C. M. e nominommi,
  4. v.  72. Pietà mi giunse
  5. v.  73. Poi cominciai:
  6. v.  78. Per quell'amor ch'elli menar, verranno.