Pagina:Commedia - Inferno (Buti).djvu/221

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c a n t o vi. 177

106Et elli a me: Ritorna a tua scienza,
     Che vuol, quanto la cosa è più perfetta,
     Più senta il bene, e così la doglienza.
109Tutto che questa gente maladetta
     In vera perfezion giammai non vada,
     Di là, più che di qua, esser aspetta.
112Noi aggirammo a tondo quella strada, 1
     Parlando più assai, ch’io non ridico:
     Venimmo al punto dove si digrada;2
115Quivi trovammo Pluto, il gran nimico.

  1. v. 112. C. M. a torno a quella strada,
  2. v. 114. al ponte




C O M M E N T O


Al tornar della mente ec. In questo sesto canto l’autor mostra com’entra nel terzo cerchio, ove pone li golosi, e dividesi in due parti principali; nella prima pone l’autore come si truova nel terzo cerchio e quel che vi truova; nella seconda pone alcune domande e risposte di quelli, quivi: Io li risposi ec.1. La prima che fia la presente lezione si divide in sei parti, perchè prima pone i tormenti che vi truova, e come si truova nel terzo cerchio; nella seconda, come truova Cerbero, quivi: Cerbero ec.; nella terza pone come li volle impedire, e come Virgilio remediò, quivi: Quando ci scorse ec.; nella quarta, come continua lo suo andare, quivi: Noi passavam ec.; nella quinta pone come un’anima lo domanda, e com’elli risponde, e domanda quivi: O tu che se’ ec.; nella sesta, come quell’anima risponde, e domanda quivi: et Elli a me. Divisa la lezione, ora è da vedere la sentenzia litterale.
     Dice adunque in questa prima parte del canto, che poichè fu tornato in sè, elli si trovò nel terzo cerchio dell’inferno, ove trovò nuovi tormenti, e nuove anime tormentate, e per ogni verso che s’aggirava; e questi erano i tormenti. Prima l’aria nera, poi una pioggia d’acqua tutta tinta, neve, e grandine putente, che facea putire la terra: e trovò Cerbero demonio che è fatto come uno cane,

  1. Altrimenti - Io cominciai
Inf. T. I. 12