Pagina:Commedia - Inferno (Buti).djvu/769

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che se’ vivo e vai vedendo li morti, e sappi ch’io fui Beltramo d’Albornio lo qual diedi mali conforti al re Giovanni, e misi discordia tra lo padre e il figliuolo, come Achitofel tra Davit e Assalone; e perch’io parti’ lo padre dal filliuolo, porto partito lo mio capo dal suo principio che è in questo busto, e così s’osserva in me lo contrapeso della giustizia. E qui finisce lo canto: ora è da vedere lo testo con l’esposizioni.

C. XXVIII — v. 64-90. In questi nove ternari l’autor nostro finge che, poi che Virgilio ebbe detto a Maometto che Dante era vivo, uno di quelli ch’erano arrestati, che si chiamava Piero da Medicina, se li arrecò alla mente et ancora li diede l’ambasciata, come Macometto; e però dice: Un altro; cioè peccatore, che forata avea la gola; cioè divisa, E tronco il naso; cioè tagliato, in fin sotto le ciglia; cioè che l’avea tagliato tutto, E non avea ma che una orecchia sola; sì ch’elli avea l’uno orecchio talliato, Restato a riguardar; cioè Dante, per maraviglia Con li altri; de’ quali disse di sopra: Più fur di cento ec. — , innanzi alli altri apri la canna; cioè della gola, Ch’era di fuor; cioè della gola, d’ogni parte vermiglia: però ch’era sanguinosa, E disse: Tu, cui colpa non condanna; cioè tu, Dante, che non se’ condannato a pena: con ciò sia cosa che sia ancor vivo, E cui io vidi su in terra latina; cioè el quale io vidi su nel mondo in Italia, Se troppa simiglianza non m’inganna: alcuna volta la somiglianza fa ingannare altrui, e fa parere che l’uomo sia quel che non è, Rimembriti; cioè costui priega Dante, dicendo: Ricorditi di Pier da Medicina; questo Piero fu bolognese, gentil uomo de’ Cattani d’una terra che si chiama Medicina, posta nel contado di Bologna; e fu seminator di scandalo tra’ cittadini bolognesi e tra i tiranni di Romagna. E convenientemente fìnge l’autore ch’elli avesse tagliato tutto il naso: imperò ch’elli avea divisi li gentiluomini del contado di Bologna da la città: come il naso è ornamento e bellezza del capo; così lo contado è ornamento e bellezza della città, che n’è capo; e però conveniente era a lui tal pena: e perch’avea divisi li grandi cittadini che sono alla città come li sentimenti al capo, però finge ch’avesse talliato l’uno orecchio: e perchè avea divisi ancora li gentiluomini del contado tra loro insieme, però finge ch’avesse divisa la gola: come la gola sostiene e notrica lo capo; così la città è sostenuta e nutricata dal contado sì, che degna cosa era ch’elli fosse così diviso. Et allegoricamente s’intende di quelli del mondo ch’adoperano sì fatte discordie, li quali si possono dire così divisi, come dividono altrui. E per tanto finge l’autore che costui se li ricordasse e disseli l’ambasciata che seguita, per mostrare che i peccatori dell’inferno, ostinati nelli loro peccati, vorrebbono sempre fare quello ch’anno fatto; e per tanto, per seminare tra quelli tiran-