Pagina:Commedia - Inferno (Imola).djvu/14

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II, INTORNO ALLA VITA ED OPERE tendo soUo gli occhi de’ moderni, la vita e le opere di Lui nella lusinira di condurli ad armonizzare co’ miei sentimenti. Lungo, e faticoso pensiero! ma essendomi durati volere, e salute, oggi posso compiacermi di avere aggiunta la fine. Il patrio decoro e la speranza di volgere gli studi della gioventù ad uno scopo migliore mi hanno sin qui rincuorato, e sorretto.

Benvenuto Rambaldi nacque in Imola città dello Stato Pontifìcio nel 1306. Parla esso così della sua patria.

(Commento al Canto 28 dell' Inferno di Dante)

— Imola fu nomata Foro di Cornelio perchè si fondò

dò da Cornelio della famiglia di tal nome, e dalla

quale trassero origine i famosissimi Scipioni. Nella cosmografia di Augusto si enumera fra le città famose a testimonianza di Alberto Magno: città che quantunque piccola, spesse volte produsse grandi, e nobili ingegni. Ma parlando di patria farei sospettare di troppo amore, e mi servirò invece delle parole del Maestro delle leggende. Sono gl’Imolesi acuti d’ingegno, eloquenti nel dire, valorosi nell’armi, per lo più audaci. Professano fede cattolica.

Si nomò Imola dall’immolare dopo convertita

alla fede di Cristo, che imolo è greca parola di cui facciam uso pregando a Dio, e ne’giorni pontifi cali.— Campagne fertili, ed aria salubre ne formano il pregio. Dalla parte d’oriente, e mezzodì è