Pagina:Commedia - Inferno (Imola).djvu/15

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di benvenuto rambaldi iii

bagnata dal Vatreno o Santerno. Ora è capace dentro le mura di nove mila abitanti.

Il padre di Benvenuto (Comm. al C. XVI del Paradiso) fu soprannomato — Magna Compagno — ma fu de’ Rambaldi, al qual casato pertenne, e mandò il figlio a Bologna, perchè alle scienze ed alle arti attendesse. Ma nei dieci anni di studio in quel luogo il giovanetto pose anzi tutto le cure nelle storie, e tanto in esse avanzò, che Niccolò II d’Este gli commise il Compendio storico delle vite de’ Cesari, quali da Giulio Cesare insino a Wenceslao compendiò, dedicando quella fatica al principe che ne lo aveva richiesto. Si vide per le stampe pubblicato sotto del titolo — Famosissimi Oratoris Historiographi et Poetæ Benvenuti de Rambaldis Libellus qui Augustalis dicitur continens sub compendio brevem descriptionem Augustorum usque ad tempus suum. — Libretto molto pregiato, se quell’Enea Silvio Piccolomini, poscia Papa Pio II non isdegnò proseguirlo, aggiungendo le vite di altri quattro Imperatori.

Lo stesso Benvenuto (nel Commento al Canto XV del Paradiso) avvisa che il proprio genitore — diu legit tam laudabiliter quam utiliter iuxta domum habitationis domimæ Cianghellæ — Ed era costei una fiorentina maritata in Imola a Lito degli Alidosi, fratello dell’altro Alidosi, che tolse Imola ai Bolognesi. L’apostolo Zeno assicura, che nel 1350 corse a Roma