Pagina:Commedia - Inferno (Imola).djvu/25

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DI BENVENUTO RAMBALDI lll spingere clii n"* è invaso ad ardite divinalriei espressioni, all’opposto il Commentatore non può essere agitato dal poetico fuoco, ma con fredda ragione deve -spiegare quelle azzardate espressioni divinalriei. Arriva infine a persuaderci, che PAllighieri nella grand’opera ebbe il solo nobilissimo scopo, di volgere al bene la Nazione in cui era. nato. Egli fu il primo fattore dei tre perfezionamenti — economico — morale — politico. Ad ottenere Io scopo suo signoreggiando le passioni allora predominanti intraprese il gran viaggio pei tre regni, e si servi di esso a palesare i passati, i presenti ed i futuri destini della umanità. L’ardore d’indipendenza mise le armi in mano degl’Italiani, ma produsse effetto contrario ai desiderii di quel secolo, imperocché ogni città rivale dell’altre affidò la propria difesa al più potente; ma costui una volta in possesso della forza ricusò di spogliarsene, e bisognò, che un altro più potente di lui ve lo astringesse. Così spesse volte una sola città ebbe due padroni contemporanei, e non sapendo a quale dei due obbedire, si divise in fazioni, donde i Bianchi e Neri, Guelfi e Ghibellini, i quali nelle guerre civili, mostrarono misto a violenza feroce un ammirabil eroismo. Dante pertanto voleva temperare quel disordinato ardore italiano e volgerlo al grande suo scopo: nell’Inferno quindi ci dipinge