Pagina:Commedia - Inferno (Tommaseo).djvu/15

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proemio. vii

mante di Beatrice negli anni più belli, quando il dolore di un affetto solitario e le cure della repubblica sole gli agitavano il cuore: nè, prima delle umiliazioni che avvelenarono lo scorato suo esilio, si svolse in lui quello sdegno feroce che poi pullulò sì robusto. E quando io riguardo attentamente que’lineamenti che mi si offrivano alterati dall’ ira, riconosco in essi il cantore di Francesca, di Matilde, di Beatrice, tanto chiaramente quanto il nemico di Filippo e di Bonifazio. Questa quasi commistione di due contrarii elementi, la sensibilità dell’ira e la sensibilità dell'amore, e come il fondo della natura di lui; le sono due corde dalle quali esce, or alterna e or unita, la potente armonia.

E l’attitudine che domina in quell’ aspetto, che dà rilievo a tutte le qualità dell’uomo e del poeta, si è la fermezza: quella fermezza che, accoppiata all’amore, gl'ispirava nella grave età un lungo inno trionfale di gloria alla giovanetta del suo cuore, perduta negli anni più spensierati; quella fermezza che, accoppiata alla giustizia, lo costituiva giudice de’nemici e degli amici; che, accoppiata al dolore, gli faceva sotto alle mutate opinioni tenere nel fondo dell’ anima i sensi stessi; che, accoppiata all’ orgoglio, lo rispingeva dalle mura desiderate della terra natale, la qual egli sdegnava racquistare a prezzo di viltà; quella fermezza che, accoppiata all’ amore di patria e di vendetta, non gli permise porre mai giù la speranza, lo spinse di provincia in provincia, di corte in corte; e, ributtatone, ve lo ricondusse non tanto per mendicarne un ricetto, quanto per arrotare la più possente delle armi, la parola armoniosa, che doveva echeggiare per tanta via di spazii e di tempi; quella fermezza che diede forme giganti all’edifizio della sua imaginazione, e tutte le parti sin dal primo ne predispose, e le architettò fortemente; e avventò rigido, intero, diritto, come saetta, quel verso variissimo, e nell' apparente negligenza sempre ponderato e sicuro.

Da questa dote un’ altra gliene veniva, ch’ è l’ essenza