Pagina:Commedia - Paradiso (Imola).djvu/28

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18 PARAL1SO asseta quando il lauro desta in alcuno ardene desio di meritarlo in corona. Qui il Poeta tutto riferisce a sè stesso. Poca favilla gran foco seconda piccola scintilla è cagione di grande incendio. Dante suscitò favilla spenta, e da tale favilla alzò maraviglioso incendio: forse se preghera di retro a me perche Cirra risponda con miglior voci forse dopo di me, e sul mio esempio altri verrà che con più efficace canto invocherà Apollo. Cirra è un altero giogo del Parnaso e devoto ad Apollo, e qui è preso per lo stesso nurne. E Dante fu profeta, perché poco dopo fiorì Petrarca che lo superò in fatto di lingua. Certo è però che Petrarca è maggiore di Dante nella lingua, quanto Dante è maggiore del Petrarca nell’invenzione, prima dote del poeta. — Il presente poema è la prova più luminosa della maggioranza di Dante. La lucerna del mondo il sole sorge ai mortali sorge sul mondo mortale per diverse foci pci diversi punti dell’ orizzonte. ‘Il sole infatti non nasce e non muore sempre nel medesimo punto, perché nel solstizio invernale nasce e muore al fine del sagittario ed al principio di capricorno. Diverso è l’orto, e I’ occaso nel solstizio estivo, perché in fine di gemini, ed in principio di cancro. Il sole per la maggior parte sorge in ariete ma da quella foce principalmente che giugne quatro cerchi con tre croci da quella foce o punto dell’ orizzonte, nel quale si congiungono insieme quattro cerchi, cioè esso orizzonte, lo zodiaco, l’equatore ed il coluro equinoziale, i quali intersecandosi formano tre croci, il che avviene nel principio dell’ ariete, ed in quello di libra. Allegoricamente poi — il sole di giustizia, Iddio, luce del mondo, sorge agli uomini per diverse vie, ma specialmente per le quattro virtù cardinali, e per tre virtù divine. L’anima non è perfetta senza la rettiIìcazione superiore ed inferiore, cioè rispetto al fine, e risDigitized by Google