Pagina:Commedia - Paradiso (Imola).djvu/43

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canto


Il.

TESTO MODERNO O voi, che siete ìn piccioletta barca, . Desiderosi d’ascoltar, seguiti Dietro al mio legno che cantando varca, 3 Tornate a riveder li vostri liti.; Non vi mettete in pelago, che forse, Perdendo me, rimarreste smarriti. 6 L’acqua ch’io prendo, giammai non si corse: Minerva spira, e conducemi Apollo, E nove Muse mi dimostran I’ Orse. 9 Voi altri pochi, che drizzaste il collo Per tempo al pan degli Angeli, del quale Vivesi qui, ma non si vieti satollo, 12 Metter potete ben per l’alto sale Vostro navigio, servando mio solco Dinanzi all’acqua che ritorna eguale. Quei gloriosi, che passaro a Colco, Non s’ammiraron, come voi farete, Quando vider Jason fatto bifolco. 18 La concreata e perpetua sete Del deiforme regno cen portava Veloci quasi come il del vedete. 21 Beatrice in suso, e io in lei guardava: E forse in tanto, in quanto un quadrel posa, E vola, e dalla noce si dischiava, RAMBALDI — VoI. 2.