Pagina:Commedia - Paradiso (Imola).djvu/45

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canto


11.

D’ammirazione ornai: poi dietro ai sensi Vedi che la ragione ha corte l’ali. Ma dimmi quel che tu da te ne pensi. E io: ciò che ne appar quassiì diverso, Credo che il fanno i corpi rari e densi. 60 Ed ella: certo assai vedrai sommerso Nel falso il creder tuo, se bene ascolti L’ argomentar eh’ io gli farò avverso. 63 La spera ottava vi dimostra molti Lumi, li quali nei quale e nel quanto Notar si posson di diversi volti. 66 Se raro e denso ciò facesser tanto, Una sola virtù sarebbe in tutti Più e men distributa, e altrettanto. 69 Virtù diverse esser convengon frutti Di principj formali, e quei, fuor ch’ uno, Seguiterieno a tua ragion distrutti. 7 Ancor, se raro fosse di quel bruno Cagion che tu dimandi, o oltre in parte Fora di ua materia sì digiuno 75 Esto pianeta; o sì come comparte Lo grasso e il magro un corpo, così questo Nel suo volume cangerebbe carte. 78 Se il primo fosse, fora manifesto Nell’ ecclissi del Sai, per trasparere Lo lume, come in altro raro ingesto 81 Questo non è; però è da vedere Dell’ altro: e, s’ egli avvien cb’ io 1’ altro cassi, Falsificato fla Io tuo parere. 84 5’ egli è che questo rarø nòn trapassi, Esser conviene un termine, da onde