Pagina:Commedia - Purgatorio (Tommaseo).djvu/36

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PURGATORIO 39. Lo mio maestro, ed io, e quella gente or eran con lui, parevan sì contenti Come a nessun toccasse altro la mente. 40. Noi eravam tutti fìssi e attenti Alle sue note: ed ecco il veglio onesto Gridando: — Che è ciò, spiriti lenti? il. Qual negligenzia, quale stare è questo? . Correte al monte a spogliarvi lo scoglio Ch' esser non lascia a voi Dio manifesto. 42. Come quando, cogliendo biada o loglio. Gli colombi adunati alla pastura, Quetij senza mostrar l'usato orgoglio; 43. Se cosa appare ond'egli abbian paura. Subitamente lasciano star l'esca, Perch' assaliti son da maggior cura; 44. Così vid' io quella masnada fresca Lasciare il canto, e gire invér la costa Com' uom che va, né sa dove riesca. Ne la nostra partita fu men tosta. 39. ^SL) Conienti. Georg., IV; Al canta commoiae... Vmbrae tbant te- nues. — Toccasse. JEo., i : Meniem... tanqunt. 40. (L) Veglio: Catone, (SD Gridando. Lucano, di Ca- tone : Durae virlutis amator (Phars , IX). 41. (L) Scngtio: scorza, (SD Qual. JEn., XU: Quae mine deinde uora est? - II: Festinate, virif narri quae lam sera moratur Segniiies? — Scoglio. Da spoliurn. - Scoglio del serpente disse l'Ariosto (XVII. ii). Crescenzio , \,5: Le avel- lane manifestano la loro maturitade quando de' toro scogli si partono. (F) Scoglio. Ad Coloss. III. 9: Expolianies vos veterem hominem cura aciibus suis. 42. (L) Orgoglio: lieta vivacità. 44. (L) Fresca: giunta di corto. (SD Fresca. Virgilio, di DidoRC scesa allora allora in Inferno: Re- cens a vnlnere (^En., VI). Semini.: O voi (resene anime de' miei fratelli^ ricevete la purgagione apparecchiata con grande dolore. — Sa. Vita Nuo- va: Come colui che non sa per Qual via pigli il suo cammino, che vuole andare e non sa onde si vada. — Né. Mn., vili, X: Nec... segnior. (F) Partita Oli : Si può rico- gliere per senso tfopologico di que- sti due copitoli: che se l'uomo si vuole partire dal peccato, e di quello fare peniienzia. per meritare vita eterna, in prima conviene essere Umile.... poi conviene essere soUici- to.. . e lasciare la dilettazione cor- porale. Segnare il riscontro degli Anti- podi col suolo e col cielo nostro, e il corso qua e là della luce, era neces- sità di questo poema: senonché Dante (cortie accade agl'Ingegni e agli animi fori», che si fanrto vanto e trastullo d' Insolite difficoltà supe- rate pare cf si compiaccia troppo, e non sempre ci riesci con pari fefl- cMà. 11 cominciamehto del Canto non è dell'usata franchezza e evidenza. L'apparire, l'appressarsi, l'arrivare dell'Angelo è maestrevolmente de- scritto se sì riguardi all'atto corpo- reo del vedere; e rammenta in Virgi- lio il venire de' serpenti Sulle acflue,