Pagina:Commemorazione di Paolo Ferrari.djvu/17

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DI PAOLO FERRARI. 15

dietro di se: sia che avverta del triste buio che attende i colpevoli nodi cui non sorride un domani, e della infelicità che apposta al varco della età senile e farà pesanti e odiose le catene a vita, intrecciate dalla colpa e dall’inganno, non più scusate dalla febbre degli anni, non confortate dalla poesia della famiglia: o ammonisca del ridicolo che accompagna nei matrimoni sbagliati le scelte malcaute, o affronti il pregiudizio sociale che insegue, pur nella riabilitazione della virtù e del sacrificio, i ricordi di una vita leggiera: o studi nei matrimoni l’amore quando dai cuori la mutua stima è bandita ed ei più non sopravive a se stesso che come colpa dei sensi o come abnegazione dell’anima; o difenda contro l’onda del costume il prestigio della famiglia antico, la poesia delle sue gioie pure e serene, e poetizzi il sentimento dell’amicizia e dell’onore che in petti maschi e giovanili vince le febbri del sangue e la passione soggioga alla religione del dovere, — dappertutto, e sempre, è lui, il poeta, che, dove altri nulla vede e nulla scopre, sente il Dio interno che lo avverte, e segna e nota e si ricorda del suo còmpito e lo adempie con una forza di convinzione, con una tenacia di propositi, con una onestà di intenti che costringe al rispetto e alla ammirazione gli stessi non convinti da lui. Sì, essi stessi son costretti a far ala sul suo cammino ed a inchinarsi e a salutare questo apostolo festoso che divertendo le turbe, con una fede viva nel cuore, passa in mezzo a una età che non crede.