Pagina:Compendio del trattato teorico e pratico sopra la coltivazione della vite.djvu/42

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te che due tronchi o ritagli: basta uno solo per la vite nana, il quale devesi formare sul sarmento più basso. In ogni caso, non si lasci su ciaschedun tronco che l’occhio più vicino alla terra.

Al terzo taglio date una gemma di più ad ogni testa; la vigna media deve averne almeno tre, raramente più di quattro, anche giunta al più alto punto di elevazione. Due rami bastano alla vite bassa; dal solo tronco devono partire immediatamente i sarmenti da frutto, o i tronchi della vite nana, preferendo sempre i più bassi, in maniera però, che l’uva non tocchi la terra.

A quattro anni la vite ben piantata à già acquistato forza, comincia a dar frutti, si possono tagliare sopra due occhi i due o tre sarmenti più vigorosi.

Il quinto taglio richiede ancora qualche attenzione particolare. Tagliate sopra due occhi soltanto il legno più forte. Limitate a una sola gemma il prodotto del sarmento inferiore, e non lasciate in tutto niente più di cinque tronchi: la giovine pianta è alla fine divenuta vite fatta.»

Avvi però delle considerazioni, che possono nascere dalle circostanze locali, e particolari, e che devono guidare il vignajuolo coltivatore nell’applicazione di questi principj: ma ciò che deve considerare soprattutto, è l’età della vite, la distanza dai ceppi, la natura, e la specie dell’uva. La vite troppo carica infiacchisce presto: troppo spoglia non produce che legno.

«Una vecchia vite esige le stesse cure, le stesse