Pagina:Compendio del trattato teorico e pratico sopra la coltivazione della vite.djvu/43

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attenzioni, come se fosse nella sua infanzia. Vuol essere tagliata corta, e spesso abbassata. Il bisogno di ringiovinirla dà un gran prezzo ai getti, sebbene sterili, che nascono verso il basso del tronco; non si può vegliare di troppo alla loro conservazione, poiché, come si è obbligati ad abbassarla, su quel solo prodotto riposa tutta la speranza di quel vignajuolo. Se una vite sia stata interamente maltrattata dal gelo, non potendo più contare sugli altri getti, tagliate sino sul tronco il vecchio, e nuovo legno.

Se dei vermi ànno attaccata, e rosa la radice, la vite avrà ingiallito, e sarà perita: non si può essere allora troppo attenti a tagliar corto.

Se nello stesso anno i geli di maggio e giugno ànno stancata, e distrutta la gemma, bisogna abbassare su quelli che sono rimasti sani, e l'anno seguente bisogna abbassare sul solo buon legno che à gettato dei sottocchi, o che à pullulato dal ceppo. Se all’incontro l’anno precedente la vite à colato, e che il succo non essendo stato impiegato a produrre frutti, abbia dei getti smisurati, non si rischia niente allungandola, e caricandola ampiamente, salvo il governarla al seguente taglio, se si trova un poco stanca.

Negli anni secchi la vite fa poco legno; allora tagliate corto, caricatela poco, se l’inverno è stato rigoroso. Se il legno e i getti in cima ànno in parte gelato, non vi affrettate a tagliare il legno gelato. Si può sperare ancora una raccolta dagli ultimi germogli.

La temperatura sendosi fatta più dolce, esaminate i legni; che ànno sofferto, e gli occhi