Pagina:Compendio del trattato teorico e pratico sopra la coltivazione della vite.djvu/84

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credeva generalmente, che bisognasse vendemmiare negli ultimi quarti della luna, per avere un vino che si conservasse 1. Sebbene le opinioni a questo proposito non possano più essere dubbiose, noi impegniamo fortemente i coltivatori a scegliere preferibilmente un tempo secco e caldissimo.

Se si vogliono vini bianchi e schiumosi, si comincerà la vendemmia, come si fa in Champagne, avanti il levare del sole, e si continuerà sino a

  1. Un profondo filosofo degli ultimi tempi, il celeb. E. Darwin di Derby, in un’opera sua originale, la Zoonomia, tradotta sull’edizione inglese con molte giudiziose note del dott. Rasori dì Milano, mostra con forti argomenti l’influenza del sole e della luna sui corpi tutti terrestri, e crede ch’essa principalmente possa generarvi qualche cambiamento chimico, «giacchè, egli dice, qualunque cosa, che modifichi le attrazioni generali delle particelle della materia, si può supporre per analogia che modifichi pur anche le loro attrazioni, o affinità specifiche. (Vedi part. I., sez. XXXII. 6; e part. II, sez. IV. 2, 4)» Certamente che la luce opera in una maniera evidente sul regno vegetabile. È dessa uno dei tre principali agenti della vegetazione (Vedi Elementi di Agricoltura del Cel. F. Rè, ediz. terza, T. I., p. 42). Si consulti la bella opera di Edermaier ( saggio storico sulla luce ) al capitolo terzo, dov’egli pazientemente à raccolto erudite istruzioni su questo difficile argomento, soggetto ancora di molte controversie tra i dotti.

    (Il Trad.)