Pagina:Considerazioni sulla importanza militare e commerciale della ferrovia direttissima Bologna-Firenze.djvu/60

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Riporto Km. 83,100
     5. Prato-Firenze (S. Maria Novella) » 15,950
     6. Firenze S. M. N.-Firenze Porta alla Croce » 4,500
ed avrebbe una lunghezza totale di Km. 103,550
da cui deducendo quella del primo e dei due ultimi tronchi » 39,390
restano da costruirsi Km. 64,160

Il Comm. Protche valuta la spesa per rimpianto della nuova linea ad ottanta milioni, avvertendo che nell’indicata stima «è computata la grande galleria per una costruzione a due binari nell’intera sua lunghezza;» e che l’ampliamento a due binari per il rimanente sviluppo fra Bologna e Firenze «non potrebbe importare una ingente spesa quando col progredire del tempo si volesse praticarlo.»

Però mostrandosi propenso all’indipendenza della nuova linea al suo distacco a Bologna, come lo fu in principio per lo sbocco a Firenze, il Comm. Protche scrive: «Non sarà poi fuori d’opera ricordare che fu già studiata una rettifica della linea fra la stazione di Bologna e Casalecchio, onde avvicinare la strada alla cinta della città ed al piede della collina, cavalcando il Reno non più in unione colla linea da Piacenza a Bologna, ma nei pressi di Casalecchio, e guadagnando 4 chilometri incirca di percorrenza.»

In questa ipotesi la nuova linea da costruirsi misurerebbe la lunghezza di circa chilom. 70, e lo sviluppo totale della Direttissima si ridurrebbe a chilometri 99,550 circa da Bologna a Firenze P. C.

Ad una seconda variante accenna il Comm. Protche, da Bologna a Vado, e questa «consisterebbe nel sortire dalla stazione di Bologna verso Est, anziché verso Ovest, nel seguire la valle della Savena fino verso Pianoro, e nel tagliare quindi il contrafforte fra Savena e Setta, onde raggiungere pochi chilometri a Nord di Vado il tracciato descritto. Tale variante abbrevierebbe la linea di 4 chilom. circa:» e perciò rimarrebbe inalterata la lunghezza totale della Direttissima, ora indicata, ma i tronchi di nuova costruzione avrebbero la lunghezza di circa chilom. 80.

B). Varianti per Barberino.

§ IV. Giustificazioni. — Riassunte così le principali condizioni dei progetti proposti dagli ingegneri Zannoni e Protche, dobbiamo osservare che gli egregi autori da bel principio furono ambedue guidati nei loro studi dal concetto che la nuova linea dovesse dall’Appennino scendere direttamente verso Firenze. In seguito, il primo portò la sua linea a levante, il secondo a ponente, non perchè sia stato riconosciuto erroneo il concetto da cui partirono, ma unicamente perchè: l’Ing.Zannoni credette di vedere nell’appalto deliberatosi del tronco Vaglia-Firenze, della ferrovia Faenza-Firenze, un ostacolo insormontabile alla variante da introdursi in tale tratto di strada per completare la sua linea; ed il Comm. Protche trovò che la discesa dall’Appennino verso Firenze avrebbe presentato «lavori di grandissima mole e non minori di quelli della discesa di San Mommè sopra Pistoia, e che a levante del Bisenzio non si poteva passare dal versante Mediterraneo al versante