Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume II (1857).djvu/135

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capitolo ottavo 115

il buon governo delle Indie, e l’amministrazione economica di quelle regioni collocate nelle migliori condizioni e col più gran vantaggio del popolo: credendo alla perpetuità dell’opera sua, Colombo non sagrificava mai al presente i vantaggi dell’avvenire.

A dir intero il pensiero nostro, non siamo menomamente sorpresi di non trovare errori nella sua amministrazione, e nella sua vita pubblica: ciò che, per lo contrario, ci sorprenderebbe, sarebbe di rinvenire una qualche lacuna in uomo così perfetto, un qualche difetto di logica, una qualche violazione dei doveri del cristiano: Colombo viveva alla presenza di Dio, e sentiva incessantemente nel suo cuore il peso di una gratitudine infinita pei favori dell’Onnipotente.

Questi vincoli misteriosi, queste comunicazioni coll’ordine sopranaturale, sono precisamente ciò che distingue Colombo dagli altri amministratori, e costituiscono la sua vita un insegnamento memorabile.

Volendo conformarci all’umiltà francescana, da cui Colombo non si discostò mai nella sua difesa, ci ristringiamo a respingere il biasimo, mentre potremmo al contrario mostrare la sua capacità quasi sovranaturale per l’amministrazione.

ll suo senso retto e pratico gl’indicò sempre l’opportunità dei provvedimenti, e del paro i mezzi più semplici e più diretti di recarli ad effetto. Ogni particolarità della sua amministrazione rivela la forza d’unità dell’insieme; e l’aspetto dell’insieme fa fede che la sua scienza sapeva scendere anche a’ più minuti particolari: questa era la scienza che l’imperator Napoleone I giudicava la più rara e più importante, così nella guerra come nella pace. Colombo ricordava questa sentenza della Scrittura: «colui che trascura le piccole cose cadrà a poco. a poco.» A che giova discutere qualche atto del suo governo? I fatti parlano più forte d’ogni interpretazione.

Lorchè, dopo la scoperta del Nuovo Continente, tornò malato alla Spagnuola, in mezzo alla sollevazione degl’indigeni, alla ribellione de’ Castigliani, al dispregio de’ suoi ordini ed all’abbandono de’ suoi subordinati; egli si trovava senza soldati, senza danaro, senz’appoggio morale; la sua condizione pareva