Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume II (1857).djvu/204

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184 libro quarto

Questo grido di disperazione risonò sino all’anima del moribondo, che ne tremo da capo a piè, e riaperse gli occhi.

Alcunchè di orribile accadeva a vista di ognuno.

Agitato da un movimento vorticoso, il mare, gonfiandosi di tutti i flutti che attraeva al suo centro, si sollevava come una montagna, mentre negri nuvoloni, discendendo in cono rovesciato, si allungavano verso il turbine marino, che si ergeva palpitante come in atto di cercare quel congiungimento. Siffatte due mostruosità del mare e dell’aria maritaronsi improvvisamente con uno spaventevole abbracciamento, e si confusero in forma di un X che girava intorno. Quest’era, dice il padre Charlevoix, storico di San Domingo, una di quelle trombe marine, che le genti di mare chiamano fonks, che allora erano mal note e che indi sommersero tante navi1. Un orrendo fischio precedeva verso le caravelle il sovraggiungere di tal mostro sin allora innominato nelle lingue d’Europa. Questo genere di tromba è la più spaventevole manifestazione della procella oceanica; l’Oriente imposegli il nome stesso dello spirito del male Tifone. Guai alle navi che si trovano sul suo passaggio!

Al grido d’orrore che lo percosse, Colombo si era rianimato ed esci dalla stanza affine di misurare il pericolo: a vedere il mare assorbito dal cielo, conobbe non avervi rimedio, e immantinente sospetto in questo spaventevole dispiegamento delle forze brutali della natura un’opera satanica. Egli non poteva scongiurare le potenze dell’aria secondo i riti della Chiesa, temendo usurpare l’ufficio del sacerdozio; ma ricordò ch’egli era capo di una spedizione cristiana; che il suo scopo era santo, e volle alla sua maniera, intimare allo spirito delle tenebre di lasciargli libero il passo: fece subito accendere ne’ fanali ceri benedetti, inalberare lo stendardo della spedizione; cinse la sua Spada sopra il cordone di san Francesco; prese in mano il libro de’ Vangeli; e ritto in piedi contro il Tifone che si avvicinava, gli notificò la sublime affermazione che comincia il racconto del Discepolo prediletto di Gesù, san Giovanni, figlio adottivo della Vergine.

  1. Charlevoix, Storia di San Domingo, I. IV.