Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume II (1857).djvu/215

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capitolo terzo 195

seduti sulla soglia rientrarono mettendo alte grida. Nonostante il sopravvenire di un figlio di Quibian, circondato da guerrieri, Diego osservo diligentemente i luoghi, e si ritirò senza che gli fosse recata noia.

Dietro la sua relazione fu risoluto l’imprigionamento di Quibian e de’ suoi ufficiali; e l’Ammiraglio incaricò l’Adelantado di porlo ad esecuzione. Don Bartolomeo prese seco ottanta uomini che lo seguirono a due a due a qualche distanza dalla casa di Quibian, nascosi fra gli alberi: indi penetrò, seguito da soli cinque uomini, nella fortezza del Capo, s’impadronì di lui, e trasse un colpo d’archibugio, in udir il quale accorsero gli Spagnuoli imboscati. Incontanente i parenti e gli ufficiali di Quibian, una cinquantina circa, muti della sorpresa, furon parimenti incatenati.

I vassalli del cacico mettevano urli di disperazione; supplicavano l’Adelantado di rendergli la libertà, offrendo pel suo riscatto un tesoro che dicevano nascosto nella vicina foresta. Ma l’Adelantado non avendo tempo da perdere, per evitare il radunamento della intera tribù, fece immantinente trasportare i prigionieri sulle scialuppe.

Quibian venne fidato alla guardia del primo luogotenente e piloto generale della squadra, Juan Sanchez, un Ercole di gagliardia. Alle raccomandazioni espresse dell’Adelantado, costui rispose con aria da gradasso, che permetteva, se il prigioniero fuggivagli, che gli fosse strappata la barba a pelo a pelo; e tosto prese seco Quibian legato a dovere, lo pose in fondo al canotto, lo legò ad un banco, e discese a seconda del fiume, perchè annottava. Quibian si lamentava de’ suoi ceppi che diceva’essere troppo stretti. Juan Sanchez non era privo di umanità; trovandosi in mare ad una mezza lega dall’imboccatura di Belen, ov’erano ancorate le caravelle, sciolse i ceppi del selvaggio e distaccò la corda che lo teneva fisso alla tavola de’ rematori, contentandosi tenerla in mano. Quibian seguiva attentamente i movimenti dal piloto. Cogliendo l’istante in cui guardava da un altro lato, l’indiano si slanciò nei flutti, cadde come un macigno in fondo al mare e scomparve. La scossa del salto aveva atterrato Juan Sanchez. Quibian, avvezzo a tuffarsi sott’acqua,