Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume II (1857).djvu/258

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238 libro quarto


CAPITOLO SESTO

I ribelli, vogliono ad imitazione di Diego Mendez, andare alla Spagnola. — Tre volte tentano valicare il passo, e tre volte il mare li respinge: — danno il guasto alle abitazioni degli indigeni e li suscitano contra l’Ammiraglio. — Gli Indiani disegnano far morire di fame gli stranieri stivati sulle due navi arenate. — Cessano di portar viveri. — Timori dell’Ammiraglio. — La carestia è imminente. — Egli si rivolge a Dio che gli dà l’idea di profittare del prossimo eclissi di luna. — Rettificazione di questo aneddoto. — La cospirazione dei malati. — Un emissario di Ovando viene in segreto a spiare lo stato di Colombo e de’ suoi equipaggi. — Egli reca ad unico soccorso la metà di un porco salato ed un barile di vino.

§ I.

Francesco Porras, accompagnato dalla sua masnada, tenne la via seguita da Diego Mendez. Cammin facendo rubavano e maltrattavano gl’Indiani, dicendo loro di andare a farsi pagare dall’Ammiraglio, e di ucciderlo, se ricusava soddisfarli; assicurandoli che non avevano altro modo di liberarsi di lui, perchè il suo disegno era quello di struggerli tutti, come aveva già fatto altrove. Giunti al capo Aomaquique, i ribelli misero nei canotti vireri, acqua, mercanzie: presero rematori indiani, e partirono per l’Hispaniola.

Tuttavia, fatte appena quattro leghe, le onde cominciarono a gonfiare, il vento si fece loro contrario, e venne lor meno l’audacia: vollero tornare a terra; ma l’acqua entrava nei canotti e minacciava sommergerli: per alleviarli gettarono primieramente in mare la loro parte di merci, poscia i loro abiti, non conservando che le armi e le provvigioni: e siccome il tempo si faceva sempre più cattivo, risolvettero di alleggerirsi di una parte dei rematori, e uccisero a colpi di daga alcuni di quegl’infelici1. Vedendo la qual cosa, v’ebbero Indiani che si gettarono da sè medesimi in mare, fidandosi all’abitudine che avevano di nuotare. Ma, dopo essersi sostenuti alcun tempo sui flutti, la stanchezza

  1. Fernando Colombo, Vita dell’ammiraglio, cap. cii