Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume II (1857).djvu/297

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capitolo ottavo 277


Fin dal suo arrivo a Siviglia, Cristoforo Colombo aveva combinato un mezzo di andare a Medina del Campo. Fuor di stato di sopportare il passo del cavallo e le intemperie della stagione, imaginò di farvisi trasportare a braccia. Ma una seggiola portatile di dimensione ordinaria non avrebbe potuto convenire al suo stato di continuo dolorare; e per evitare i ritardi, risolvette, cotanto era ardente il suo desiderio, di fare il tragitto nella lettiga dei morti, quella che fu adoperata per portare il defunto ultimo arcivescovo-cardinale don Diego Hurtado de Mendozza. L’Ammiraglio pregò il consiglio capitolare di Siviglia, di volergli prestare quella lettiga funebre, poichè il suo stato non gli permetteva altro modo di trasporto. Si vede negli archivi della cattedrale, che fu tenuto un consiglio il 26 novembre 1504 dal Capitolo ad effetto di deliberare sulla dimanda dell’Ammiraglio delle Indie1. Nondimeno, a malgrado del loro desiderio di compiacere a Colombo, siccome la povertà notoria dell’Ammiraglio non assecurava i Signori del Capitolo contro i guasti e il deterioramanto che potrebbero esser fatti alla lettiga negli accidenti della strada, il prestito del feretro mortuario non fu consentito che alla condizione che Francesco Pinelo, tesoriere della marina, si obbligasse esso medesimo a far riportare il detto feretro alla cattedrale in buona condizione2.

Colombo disegnava allora di seguir la strada molto più lunga, ma più comoda della plata o via d’argento, l’antica strada romana che da Medina conduce a Salamanca. Però non potè partire: che il peggioramento del suo stato e il rigore insolito del freddo lo impedirono di uscire dal letto.

    Carta de don Crístobal Colon á su híjo don Diego. — En Sevilla primiero de diciembre 1504.

  1. “Este dia mandaron sus mercedes que se preste al almirante Colon las andas en que se trujo el cuerpo del señor Cardinal don Diego Hurtado de Mendozza.” — Archivo de la contaduria de la Santa Iglesia de Sevilla. — — Coleccion diplomatica, n° cliv.
  2. “É se toma una cedula de Francisco Pinelo que asegure de las volver a esta iglesia sanas.” — Archivo de la contaduria de la Santa Iglesia de Sevilla. — Coleccion diplomatica, n° cliv.