Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume II (1857).djvu/312

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292 libro quarto


Per sì alto che fosse collocato, Ferdinando non lasciava cader niente a terra: i suoi odii erano inoltre indovinati e serviti con arte diabolica. Da quel punto il sistema di andare a rilento, nelle cose che risguardavano l’Ammiraglio, oppresso da patimenti, fu come ordinato, e voluto dal Re medesimo.

Come ben si può prevedere, non fu data risposta alla lettera.

Avendo l’Ammiraglio gran voglia di andare alla corte, nella fiducia che di viva voce affretterebbe i suoi affari, rinunziò al funebre e dispendioso viaggio, che voleva fare in un feretro mortuario. Il tempo si er’addolcito. Egli pensava di poter sopportare il passo di una mula, essendo troppo penoso pel suo stato di patimento quello di un cavallo. Già il 29 dicembre aveva scritto al figlio di ottenere un permesso dal Re di andarne a lui sopra una mula sellata ed imbrigliata1; cosa vietata da una ordinanza del 14942.

Don Diego ottenne tal licenza, che venne firmata a Ciudad de Toro il 25 febbraio3. Ma in quel mentre i dolori crudeli dell’Ammiraglio, raddoppiati dal dispiacere di tali ritardi, e da nuovi rigori della temperatura, lo impedirono muoversi: passò la quaresima a Siviglia, dolorando. Nonostante i suoi patimenti, egli non iscemava le sue mortificazioni, osservava rigorosamente il digiuno quaresimale, e seguiva esattamente la regola dell’Ordine Serafico.

  1. “La licencîa de la mula, si sin trabajo se puede haber, folgaria de ella y de una buena mula.” — Carta del almirante don Cristobal Colon a don Diego. — En Sévilla a 29 de diciembre.
  2. La comodità del servizio delle mule, avendo fatto trascurare affatto in Castiglia la riproduzione dei cavalli, i corpi di cavalleria si trovavano nelle ultime guerre ridotti alla metà dell’effettivo del primitivo contingente. L’ordinanza del 1494 più non permise l’uso delle mule che alle donne ed al clero; e un posteriore decreto, emanato a Granata il 20 gennaio, rinnovò questa interdizione, alla quale il Re fu il primo a sottomettersi. — Andres Bernaldez, Historia de los Reyes Catolicos. cap. cxxxiv. Ms. — Ramirez, Libro de Pragmat, nel 1503, fol. 284.
  3. “Por la presente vos doy licencia para quo podais andar en mula” ensillada é enfrenada por cualesquier partes destos reinos, etc.” — Cédula registrada en el real archivo, libros de la Camara.