Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume II (1857).djvu/321

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capitolo ottavo 301


Queste raccomandazioni dell’Ammiraglio non manifestan esse il fondo dell’anima sua? Non si trova forse in esse una sommissione assoluta, e l’attaccamento più sincero?

Ma che importava a Ferdinando della, fedeltà di Colombo? Per questo gran politico, l’interesse era l’unica regola del cuore. Egli non supponeva in alcuno quella generosità, di cui non sentivasi capace esso medesimo, e non perdonava la superiorità. Ciò che lo offuscava in Colombo, ciò che lo rendeva implacabile contro di lui, era la sua gloria, la sua involontaria grandezza. Nessun servizio poteva riscattar l’importanza acquistata da questo straniero da lui veduto cotanto povero, implorante l’onore di una udienza, supplicante che gli si volesse credere; e che, dopo sette anni d’importunità, aveva in meno di otto mesi conquistata la dignità di Vice-re di regioni più vaste della Spagna; si era veduto trattar da sovrano dal Capo della Chiesa, dalla Corte di Portogallo, di Castiglia e dalle Potenze Cattoliche.

Vedendo tanta ingratitudine rispondere a tanti benefizi, col cuore straziato da sì nera slealtà, si vorrebbe per l’onore della specie umana poter attenuare l’odiosità di un tale procedere. Dicasi a scarico di Ferdinando, che, indipendentemente della sua antipatia naturale per la grandezza di Colombo, egli temeva che il progresso delle scoperte, lo sviluppo delle colonie finisse per dare ai Vice-re delle Indie un’autorità, che, favorita dalla distanza e da immensi tesori, fosse per suscitarli a dichiararsi indipendenti e formare uno stato emolo della Castiglia. L’aumento indefinito di territorio cui presagivano le scoperte successive avrebbe potuto naturalmente ispirare i medesimi timori, le medesime previsioni a qualunque altro monarca. Nondimeno, questo sospetto dell’avvenire, la diffidenza inerente a siffatti pensieri non potevano sciogliere il Re dai suoi obblighi. Primieramente la defezione e il delitto non si suppongono; non

    diz: cuando la cabeza duele, todos los miembros duelen. Ansi que todos los buenos cristianos deben suplicar por su larga vida y salud y los que somos obligados á le servir, mas que otros, debemos ayudar á esto con grande estudio y diligencia.” — Cartas de don Cristobal Colon. — Memorial de letra del Almirante.