Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume II (1857).djvu/365

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capitolo decimo 345

Non sarebbe giudizioso neppure di attribuire un’azione determinante a frammenti di autori cui ciascuno, al paro di Colombo, poteva compulsare. Sicuramente certe idee di Erastostene e di Possidonio, riferite in Strabone, le parole del Timeo di Platone intorno all’Atlantide, alcune idee cosmografiche di Aristotile sulla forma e la poca estensione della terra, certi pensieri della geografia degli Arabi, l’opera di Alberto Magno, Liber Cosmographicus sulla natura dei luoghi, quello di Roggero Bacone, Opus Majus il libro del cardinale Pietro d’Ailly, Imago Mundi, erano conosciuti e studiati; nondimeno non avevano convertito chicchessia alle idee di Colombo: e quando nella giunta di Salamanca egli trovò un approvatore, costui non fu un cosmografo, ma un teologo, il domenicano Diego Deza.

Del resto, la scienza, a quel tempo, non avrebbe potuto far altro che fuorviare Cristoforo Colombo: primieramente, non emetteva alcun insegnamento positivo; opponeva a congetture altre congetture, senza che l’autorità dell’esperienza potesse porre fine al dibattimento: non vi er’accordo nè intorno alla forma, ne intorno alla estensione della terra: l’unica notizia su cui potè appoggiarsi Colombo relativamente all’estensione della massa acquea del globo, era un errore manifesto, il contrario degli insegnamenti messi in luce dalle osservazioni posteriori.

Se gli uni credevano agli antipodi, gli altri li negavano a tale che, anche dopo la morte di Colombo, v’ebbero dotti i quali gridarono contro una tale credenza. Mentre Herrera scriveva la sua storia generale delle Indie, certi barbassori si beffavano degli antipodi1. Questo storiografo reale dichiara che i pretesi schiarimenti che taluni imaginano di trovare in certi passi degli antichi sull’esistenza di terre sconosciute, erano molto incerti, oscuri e quasi incomprensibili, prima che la scoperta di Colombo avesse lor dato la chiarezza e il senso che poscia venne loro attribuito.

Le dissertazioni de’ biografi, per conoscere l’origine del progetto di Cristoforo Colombo di scoprire l’altra metà del globo, ci sembrano egualmente insufficienti, prive d’autorità, inette a convincere chicchessia. Ove vanno essi a cercare tali cognizioni?

  1. Herrera de las Indias occidentales Decada 1 lib. I, cap. iii