Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume II (1857).djvu/421

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capitolo decimo 401

dell’Araldo della Croce emergerà dalla storia; e che, sotto la protezione del Papato, al Rivelatore del Globo saranno tributati solennemente gli omaggi che la Chiesa decreta ai Santi del Signore.


§ XII.


Il destino di questa biografia e il suo implicito valore è tale, che, anche spogliando del suo mandato Cristoforo Colombo, anche ostinandosi a negare la missione provvidenziale che adempiè, la sua vita presenta un alto insegnamento sotto il punto di vista della filosofia della storia.

Ridotto a se medesimo il Rivelatore del Globo rimane nientedimeno inesplicabile, misterioso e grande come tutto ciò che non appartiene alla terra. La sua vita presenta una lezion pratica di saviezza e di ammirabile rassegnazione. Quale istruzione non racchiude il suo esempio!

L’uomo che compie l’opera più importante dell’umanità fu altresì colui che patì la più immensa ingratitudine. Disconosciuto e tenuto a vile prima della sua scoperta, per breve istante ammirato nello stupore del primo successo, indi odiato, spodestato, imprigionato e incatenato senza motivo, fu bensì restituito in libertà, ma per soggiacere alle più oppressive persecuzioni: indarno aggiunse nuove scoperte e nuovi imperi alle terre già date alla Spagna; non v’ebber prodigi che bastassero a raquistargli l’opinione, videsi abbandonato da tutti, perchè inviso al Re; colui che avea resa la Castiglia la più ricca nazione dell’universo, languì oscuramente, in preda ai disagi, alle privazioni, ai patimenti del corpo e del cuore, inquieto sul pane della vita di ogni dì, e morì senza che alcuno vi ponesse mente. Il cumulo delle sue traversie sopravanza le proporzioni umane. La sua sciagura supera quasi la sua gloria. Nondimeno quest’Uomo non si permette lamento, non accusa, non maledice alcuno; non lamenta la sciagura di esser nato. L’antichità non avrebbe pur sognato questo tipo di eroe: il Cristianesimo che lo creò è il solo che lo può comprendere.

Roselly, Crist. Colombo, T. II. 26