Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume II (1857).djvu/422

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402 libro quarto


Questo esempio ci mostra, che, anche padroneggiando le proprie passioni, anche adempiendo con amore ciascuno dei propri doveri, e mettendo al servigio delle più nobili intenzioni la saggezza più oculata, nessuno va esente dalle tribolazioni ordinarie della vita. Il genio, la gloria, la sublimità non preservano dagli strali avvelenati della maldicenza; la virtù, i doni di Dio non francano l’uomo dai malori della sua condizione. Nonostante i consigli della prudenza più illuminata, non siam padroni di sfuggire l’oppressione, e di allontanare da noi l’ingiustizia. Il tempo inesorabile ci curva, e ci tragge nel suo precipitare verso l’eternità: il corso degli avvenimenti dissipa le nostre risoluzioni, distorna o logora le nostre forze: siam costretti a fare quello che volevamo evitare, senza poter evitare ciò che non volevamo fare.

L’esempio di Colombo conferma che nessuno aggiunge quaggiù interamente lo scopo de’ propri desiderii. L’uomo che addoppìò lo spazio noto della terra non potè giungere al suo scopo; si proponeva molto più di quello che fece.

Colombo accoglieva nel suo pensiero tre nobili ambizioni: scoprire il Nuovo Mondo, — fare il giro del globo, — liberare il Santo Sepolcro.

Una sola di queste tre aspirazioni del suo cuore fu esaudita; però, se scoprì il Nuovo Continente, non ebbe la soddisfazione legittima d’imporgli il proprio nome. Uno, il quale non aveva fatto altro che raccogliere i suoi discorsi, s’impadronì della sua gloria; e questa usurpazione non venne sturbata dai secoli! l’indifferenza pubblica ha sanzionato questa spoliazione dell’eroismo! Le intenzioni cattoliche del messaggero della croce furono quasi interamente ignorate dalla Spagna: non fu riconosciuto gran navigatore, e neppure gran cristiano: l’ingiustizia de’ contemporanei si trasmise ai discendenti, da questi perpetuatasi fino a noi. L’ostinazione dell’errore è tenace come l’inferno, che però non sarà mai che alla fine prevalga.

Il cumulo delle difficoltà che dovette superar Colombo affine di compiere l’opera sua, sembra rinnovarsi a’ dì nostri, per impedire che gli sia resa giustizia. Quanto fu agevole di seppel-