Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume II (1857).djvu/426

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406 libro quarto

causa unica o diretta. La fiducia conceduta a Colombo dal Pontificato Romano confutava anticipatamente le imputazioni posteriormente sollevate contra di questo a proposito di Galileo, il qual non ha fatto che rendere più manifesta la dimostrazione, già si perentoria, della sfericità del globo.

L’infallibile sapienza della Chiesa è tanto visibile ne’ suoi giudizii, quanto l’operazione della Grazia nell’opera stessa della scoperta. La storia di Colombo contiene la glorificazione della Chiesa Cattolica; mostra lo spirito di luce che guida sempre il Papato nel governo delle intelligenze; porge motivo di ammirare la fiducia ardita largita generosamente dalla Santa Sede al genio di un laico, nel quale la sua infallibile sapienza indovinava una missione provvidenziale, allor appunto che la prudenza de’ politici diffidava de’ suoi progetti e de’ suoi calcoli.

La vita di Colombo porge gravi insegnamenti, suscita. salutari riflessioni, fa che l’anime si ripieghino fruttuosamente in sè stesse. Il dramma di questa poetica esistenza, che influì così direttamente sopra i secoli avvenire, opera in triplice modo sull’imaginazione, sul cuore e sull’anima. Se l’aspetto delle sue lunghe traversie ci addolora, lo spettacolo della sua indefettibile costanza ci solleva, ci accosta a Dio. A vedere questo sublime donatore d’un mondo oppresso sotto l’ingratitudine, serbare un silenzio pieno di grandezza verso i suoi nemici, conservare il suo primo candore, non perder nulla della sua serenità e del suo inesauribile calor di affezione; riconosciamo, esaminando questo nuovo prodigio, che, in mezzo alle più terribili prove, l’Altissimo non ispogliò punto il suo servo della cintura di fortezza della quale aveva stretto i suoi lombi di viaggiatore; gli conservò la speranza, perch’egli aveva conservato la fede; e la poesia non derelisse l’anima di Colombo perché il mondo lo avea derelitto: qual suo interiore guiderdone, Dio permise che conservasse la primitiva ingenuità di sentimento, che il tempo non producesse ruga nella sua anima, non induramento nella sua ragione, non aridità nel suo cuore. L’eccesso delle patite ingiustizie non generò in lui quella disposizione alla misantropia, e quelle diffidenti preoccupazioni così naturali a chiunque ebbe lungamente a lamentarsi degli uomini. Questo gran contemplatore della