Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume II (1857).djvu/478

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bien plus à cause de leurs malheurs, que de leurs prospérités.... A quelle hauteur Vous m’avez placé! c’est le brin de paille que l’aigle emporte dans son vol...

Sur le point de prendre congé définitif, non de Vous, mon

    (Hugo, Lamartine, Béranger) la contaminarono testè, costituendola ligia alla demogagia, al panteismo, all’epicureismo, riederà serena a’ suoi canti; e mentre la scienza andrà cercando tra gli arcani di natura nuove dimostrazioni di sapienza e bontà, la storia investigherà nel passato i trasparenti misteri della Provvidenza governatrice del Mondo.
    Questa è la missione che reputo fidata ai cinque lustri da poco apertisi a costituire il quarto di secolo in cui viviamo: anch’esso avrà fisonomia sua propria, caratteristica, e (se valgono le mie speranze) consolante. Ch’io ne accolga fiducia nell’intimo del cuore, ne rendono ragione gli arditi lavori a cui mi sono consacrato, quella Storia del Pensiero nella qual si contengono così la difesa d’ogni verità, come l’apologia d’ogni bellezza.
    Or ecco che, un altro argomento, per avventura più poderoso, — chè amor proprio facilmente c’illude in checchè ci riguarda, — mi giunge di Francia, per fidare nell’incipiente lustro dell’êra presente, e giudicarla propriamente serbata alla testè presagita missione.
    Tornati all’augusto lor seggio i dommi stati smossi da mani sagrileghe, restituiti alla meritata venerazione i grandi uomini, cui la calunnia avea travestiti, ci spetta far vieppiù amare questi nobili Veri ricuperati, ricingendoli di splendide infule, di profumate ghirlande: lo spirito che suscita Overbeck a pingere le sue celestiali Madonne; Malatesti. deposta la magica tavolozza, a trattare lo scalpello per onorare di pubblico monumento un suo grande concittadino; Pugin a far rifiorire a pro del concentramento religioso lo stile a sesto-acuto de’ monaci-architetti del Medio Evo; quello spirito stesso ecco ch’io lo scerno animare un gagliardo alunno della Musa Cristiana, il qual, invaso dal suo soffio, scioglie la voce ad una specie di maestosa epopea, alle cui penetranti strofe tutta è per risonare l’Europa. Oh come, in ascoltarlo, la povera Italia palpiterà confortata! conciossiachè d’un suo figlio ella è per udire celebrati, chiariti, riscattati da ignobili pregiudizii, da tradizionali errori i servigi stupendi, la virtù disconosciuta.
    Strano lavorio intellettuale della Gente Italiana, felice ed infelice ad un tempo! spende mezza la sua vigoria a creare grandi Uomini, e grandi cose, e l’altra mezza l’è mestieri consumarla a difendere quegli Uomini da oblivione, da denigramento, a tutelar quelle cose dalla usurpazione di