Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume II (1857).djvu/52

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32 libro terzo

per la mensa tovaglie fine di cotone smaltate di fiori, e una certa qualità di tovaglioli di foglie odorose1.

Tempio del gusto sempre aperto all’invenzione, il palazzo di Anacoana imbalsamato di odori, popolato di uccelli domestici e di leggiadre fanciulle, risuonava spesso di suoni armoniosi. L’influenza di Anacoana sui principi dell’isola2, e la preponderanza delle sue idee, provano del resto che in mezzo agli sbozzi letterari ed alle ingegnose bagatelle che il suo gusto inventivo proteggeva, erano in lei sode ed alte doti. Presso popoli in cui il rispetto della consuetudine diventa una religione, il suo desiderio di cose nuove, e il riuscire che faceva in patrocinarle, indicava una perspicacia ed un’attidudine a dominare gli animi, che faceva prova di una irrecusabile superiorità: ell’era naturalmente attirata sulle vie dell’incivilimento: la sua fecondità di concetti sembrerà singolarmente ardita ove si pensi all’isolamento della sua intelligenza.

Noi non possiamo parlare di questa donna, che accoglieva in sè la individualità più notevole d’Haiti, senza rendere giustizia ai suoi talenti, alla sua grandezza relativa, alle simpatie che l’attiravano verso stranieri, già diventati argomento di inquietudine e di spavento pel rimanente de’ principi dell’isola: perfino il crudele calunniatore di Anacoana, Oviedo, è costretto di far la seguente confessione: «del resto, ell’era assai spiritosa, e sapeva mantenersi servita, riverita e temuta dalle sue genti 3: dopo la morte del fratello e del marito, rimase obbedita e venerata quanto o più di essi medesimi.» Un gesuita, scrivendo dietro note raccolte a San Domingo, si esprime così: «Essa era donna di un genio molto superiore al suo sesso ed alla sua nazione; lungi dall’avere i sentimenti di suo marito contro gli Spagnuoli, faceva bella stima di loro, e bramava averli vicini4

  1. Ramusio, Delle navigazioni e viaggi, Raccolte, vol. III, fol 9.
  2. Emile Nau, Storia dei Cacichi d’Haïti, opera composta a San Domingo e stampata a Porto Principe nel 1855, in 4.°
  3. Oviedo y Valdez, Storia naturale e generale delle Indie occidentali, lib. V, cap. iii. Traduzione di Giovanni Poleur.
  4. Le P. Charlevoix, Storia di San Domingo, lib. II, p. 147.