Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume II (1857).djvu/91

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capitolo sesto 71

21 e 26 maggio 1499; laddove l’arrivo delle due caravelle cariche di schiavi non avvenne che alla fine dell’anno, nel dicembre 1499.

Non fu, dunque, la spedizione di quel carico umano, che potè dar motivo alle disposizioni combinate contro l’Ammiraglio sei mesi prima. D’altronde, il fatto di una spedizione di schiavi in Castiglia non costituiva una violazione degli ordini dei Monarchi. Perocchè, s’era vietato di fare schiavi gl’Indiani disposti a convertirsi, e gl’indigeni pacifici, era lecito ridurre in ischiavitù e trasportare in Castiglia quelli di loro che avevano partecipato all’uccisione di Spagnuoli, del paro che i prigionieri côlti colle armi alla mano. Già il 18 ottobre 1498 l’Ammiraglio aveva spedito un certo numero di prigionieri senza che gliene fosse fatto aggravio. Nella sua adozione materna, la Regina certamente era contraria ad ogni partito di rigore verso gl’Indiani; li proteggeva, nè voleva udir parlare di schiavitù, così opposta all’eguaglianza cristiana. Ma essa non avversava la necessità della schiavitù qual mezzo di timore, e di azion repressiva. Mentre gli uffici della marina si mostravano indegnati contro Colombo per aver permesso a Spagnuoli di condur seco schiavi legali, col libero loro consenso, il protetto del vescovo ordinatore, Alonzo di Ojeda1 tranquillamente, sotto gli occhi di que’ teneri filantropi, effettuava la vendita degli infelici Indiani di Porto Ricco da lui rapiti, senza provocazione da parte loro, qual vero ladro di uomini. Mentre si faceva sì gran pompa di bugiarda virtù, la Regina firmava a Siviglia, il 5 giugno l500, col notaro navigatore Rodrigo di Bastidas, un contratto nel quale si riserbava la quarta parte degli schiavi2 ch’egli fosse per fare. Precedentemente la Regina aveva ordinato di

  1. La condotta di Ojeda, impunemente predatore e rubatore d’uomini, era tanto contraria all’umanità, che l’elemosiniere della sua squadriglia, non potendo reggere alla vista del suo ladroneccio, se ne fuggì e si rimase nascosto nei boschi della Hispaniola sin dopo la partenza delle sue caravelle. — Herrera, Storia generale delle Indie occidentali. Decade I, lib. IV, cap. iv.
  2. Asiento con Rodrigo de Bastidas. — Regist. del archiv. de Ind. en Sevilla.