Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume I (1857).djvu/236

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228 libro primo


Mandò tosto gente a terra per assumere informazioni; ma gl’indigeni spaventati avevano presa la fuga. Le case in forma di tende militari, poste qua e là senza regola, mostravano la più gran mondezza, accompagnata da una specie di eleganza. Vi si trovarono statuette in figura femminile, e diverse maschere finamente cesellate. Anche qui vi aveano cani timidi e senza voce, inutilmente fedeli. Alcuni uccelli domestici vivevano nella loro taciturna compagnia. Molti utensili di pesca indicavano a qual genere d’industria si applicava la popolazione.

La dimane l’ammiraglio, seguitando la sua via all’ovest, riconobbe un capo avanzato nei flutti, così riccamente coperto d’alberi di palme, che lo chiamò «Capo delle Palme.» Gli Indiani imbarcati sulla Pinta dissero che, dietro quel capo, scorreva un fiume lontano da Cuba sole quattro giornate. Martin Alonzo Pinzon credette che la costa ch’essi correvano fosse un continente, e Cuba una gran capitale. Pel suo studio del planisfero ideale di Toscanelli, comunicatogli da Colombo, Martin Alonzo si reputò giunto nel paese che quegli aveva ipoteticamente notato.

Colombo, invece, pensava che quella vasta terra, fosse per avventura il continente asiatico, e che si trovasse giunto allora ad un cento leghe circa da Zayto e da Quinsay.

Per chiarire i suoi dubbi, l’ammiraglio risolvette il venerdì 2 novembre di mandare un’ambasceria al sovrano di quella regione. A tal effetto scelse Rodrigo de Jerez, ch’era già stato in Africa, e il poliglotto Luigi de Iorres, ebreo convertito, già addetto alla famiglia del governatore di Murcia qual precettore: lor aggiunse due indiani come interpreti. Questi messaggeri, provveduti di giocattoli, per procacciarsi fra via le vettovaglie, dovevano andare al Gran Kan, ed annunziargli l’arrivo ne’ suoi Stati dell’ammiraglio, incaricato di una lettera, e di presenti da parte dei re di Spagna, desiderosi di stabilire con essolui amichevoli relazioni. Colombo particolarizzò a costoro le osservazioni che dovevano fare in quel viaggio. E mentre erano assenti, comandò fossero riparate le tre navi, una sola alla volta, per evitare ogni sorpresa, e ne conservò sempre due pronte a combattere, quantunque, secondo le apparenze, non si avesse a temer nulla dagl’indigeni.