Pagina:Cronica de matematici.djvu/142

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lesti senza suppositione di eccentrici, ne d’epicicli, e scrissene quella nobile fatica, la quale dalle cose contenute egli intitolò: Homocentrica, e certo i suoi pensieri furono ingegnosissimi, se bene à giuditio de migliori egli non conseguì il fine, al quale egli tendeva. Quant’altre cose egli scrivesse, e quanto egli fosse eccellente Poeta è più chiaro che il Sole, ne ricerca la brevità di questa fatica, ch’io mi distenda ad annoverarle ad una ad una.

[1548]GIULIANO Ristoro Frate dell’ordine de Carmelitani nacque nella Città di Prato, & attese alle Matematiche sì felicemente, che ne meritò la Catedra dello studio di Pisa. Attese questi alle cose Astronomiche, nelle quali mentre volse fare imagini di tale, ò tale virtù sotto cotale, ò cotale costellatione fù da giuditiosi riputato assai vano. Fù discepolo di costui Francesco Giuntino, sicome egli stesso afferma ne Commentarii della sfera di Giovanni di Sacrobosco.

[1550]GIOVANNI MARTINO Siliceo Spagnuolo della Diocesi di Pace studiò in Parigi nell’arti, e nella Filosofia, & attendendo alle Matematiche lasciò à Posteri un libro di Aritmetica assai copioso. Questo per la sua virtù fù Maestro di Filippo Re di Spagna, & indi Vescovo di Cartagena.


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