Pagina:Cronica de matematici.djvu/90

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rio della Croce di S. Leofredo, fù dotto in tutte le lettere, ma principal’ opera diede alla Musica, l’uso della quale facilitò grandemente havendo antiquato i caratteri, ò cifre ch’erano state in uso infino al tempo suo. Trovò l’uso della mano nella Musica, e la divisione delle linee, e quelle note communi, che hoggi si cantano per alzar, & abbassar la voce, e portarla convenientemente. Scrisse questi un libro di Musica intitolato Micrologo.

[1054]HERMANNO di natione Svevo figliuolo d’Hiltruda, e Volfredo Conti di Vectugia essendo dalla sua fanciullezza rimaso attratto de membri fù poi cognominato Contratto. Fù studiosissimo, & apparò la lingua Greca, l’Arabica, e la Latina, e dilettossi delle cose poetiche, e scrisse alcuni hinni, benche, secondo quell’età, con modo barbaro. Fù historico, e Cronista. Nella Filosofia parimente fece profitto, e nelle Matematiche, e nella Musica. Scrisse questi un libro della Musica, & uno del Monacordo. Fù amico di Guidone Aretino, fù buon Aritmetico, e scrisse un libro intitolato Ritmomachia, cioè combattimento di numeri, & un’altro del computo. Nell’Astrologia scrisse un volume dell’Eclissi, e dell’Astrolabio scrisse quattro libri. Scrisse anco un libro del-


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