Pagina:Cumano - Considerazioni tecnico-economiche sulla ferrovia complementare da Treviso a Belluno per Feltre.djvu/22

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sugli 83 chilometri L. 537,591 all’anno, mentre facendo l’esercizio da noi, la spesa non supererebbe le L. 415,000, per cui si regalerebbero alla Società che subentra nell’esercizio L. 122,591, senza calcolare la partecipazione ai prodotti del Cansiglio, da noi ritenuti più avanti come sussidio, per aiutare l’ammortizzazione del debito sociale, ed a diffalco delle spese d’esercizio. Sarebbero quindi in complesso L. 160,000, vale a dire, che risparmiando un capitale di L. 1,162,000 si pagherebbe invece un interesse perpetuo di circa il 14 per 0/0 che andrebbe aumentando coi prodotti dell’esercizio. E a tutto questo bisogna aggiungere: che sarebbe difficilmente combinabile questo affare, senza una garanzia di un prodotto lordo chilometrico; che la provincia perderebbe gli utili derivanti dalle forniture, che una Società locale dovrebbe continuamente fare sul sito; che nessun individuo delle provincie potrebbe aspirare ad un onesta carriera ferroviaria, essendo la Società stessa esuberantemente provveduta di personale; che il Bosco del Cansiglio ceduto, od in Amministrazione o in compenso, alla detta Società, porterebbe i frutti derivanti dal lavoro e dai trasporti, tutti dalla parte del Friuli, dove il bosco è più prossimo alla Ferrovia dell’Alta Italia, e che finalmente la Società non avendo alcun interesse d’aumentare i prodotti, perché con essi crescerebbe il dispendio dell’esercizio, renderebbe la Ferrovia assolutamente passiva smungendo così al paese le poche risorse attuali, e depauperando i nostri comuni.

E poi siccome io sono persuaso che una Società industriale non possa attechire se non ha solide garanzie e un avvenire soddisfacente, così io non credo che togliendole le risorse del futuro, essa possa formarsi se non aumentando la fonte dei guadagni presenti, il che vorrebbe dire che il capitale preventivato dovrebbe essere accresciuto in modo, da superare i sacrifici che fosse per fare la Società nel procurarsi il denaro, ed allettare a sufficenza l’avidità degli speculatori