Pagina:Cuoco - Saggio storico sulla rivoluzione napoletana del 1799, Laterza, 1913.djvu/234

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224 lettere a vincenzio russo

sostenere í vostri diritti contro del fisco e dei baroni? Ebbene: da ora in avanti non vi saranno piú né baroni né fisco: i vostri interessi saran regolati e decisi da voi stessi».

Le popolazioni cosí adunate incominceranno dallo scegliere i loro munícipi, i quali debbono in una repubblica esser i primi magistrati, poiché debbono essere nel tempo istesso i principali esecutori degli ordini del governo ed i soli solenni convocatori dei comizi nazionali. Colla costituzione francese del 1795 tutta si è rovesciato. I munícipi non sono eletti dal popolo, e rendono conto delle loro operazioni al governo, cioè a colui che piú facilmente può e che spesso vuole esser ingannato.

Io perdono ai francesi il loro sistema di municipalitá: essi non ne aveano giammai avuto, né ne conoscevano altro migliore: forse non era né sicuro né lodevole passar di un salto e senza veruna preparazione al sistema nostro. Ma quella stessa natura, che non soffre i salti, non permette neanche che si retroceda; e, quando i nostri legislatori voglion dare a noi lo stesso sistema della Francia, non credi tu che la nostra nazione abbia diritto a dolersi di un’istituzione che la priva dei piú antichi e piú interessanti suoi diritti?

Che orribile caos è mai quell’assemblea elettorale! Qual campo all’intrigo ed all’oppressione non offre un collegio di persone, le quali non hanno che una momentanea autoritá, il di cui uso è tanto difficile a distinguersi dall’abuso! Non potendo prolungarla, il principale loro interesse sará di venderla prima di perderla. Non essendo il collegio elettorale né popolo né governo, sará facilmente oppresso da questo senza esser mai difeso da quello, che non difende giammai la volontá altrui con quell’istesso zelo con cui difende la propria. Non abbiam veduto noi tuttogiorno le assemblee elettorali di Francia corrotte e violentate? Il governo tempestava contro gli elettori; gli elettori si dolevano del governo: il popolo, che dovea essere il giudice, ondeggiava tra il governo e gli elettori. E che poteva mai fare il popolo? O dovea rimaner indolente spettatore, o, se voleva prender parte nella contesa, sarebbe inevitabilmente nata la guerra civile, poiché la legge non avea pensato né ad