Pagina:Cuoco - Saggio storico sulla rivoluzione napoletana del 1799, Laterza, 1913.djvu/249

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frammento secondo 239

grande, cosí al contrario molte altre sono utili e sagge in grande, superflue e perciò puerili in piccolo...

Qui si parla lungamente dell’organizzazione per la nazione napolitana; dell’iniziativa affidata ad una piccola consulta; della discussione affidata a tutt’i rappresentanti riuniti in una Camera sola, obbligati a ricever le istruzioni da que’ cantoni a’ quali appartengono. Si stabilisce un modo solenne, col quale tutt’i progetti di legge debbano esser proposti, pubblicati e sottomessi all’esame delle popolazioni, prima che passino alla risoluzione de’ rappresentanti... Ma tutto ciò si tralascia come cosa che interessa la sola nazione napolitana. L’autore delle lettere passa a sciogliere una difficoltá che se gli proponeva sull’urgenza di taluni affari, che in molti casi par che costringa a dispensare alle solennitá richieste dalla costituzione.

Urgenza! nome funesto, che distrugge tutte le repubbliche! Quando i romani eran padroni della terra, quando ne’ loro comizi si discutevano i piú gravi interessi del mondo, non si avvisarono mai i saggi romani di alterare la loro costituzione per servire all’urgenza dei loro affari.

Quali sono mai i casi di urgenza? Io rido ogni volta che veggo annunciate con questo nome le leggi criminali, le leggi civili, quelle leggi che debbono decidere della sorte di due secoli, e che forse richieggono un anno almeno di discussione e di esame. La vera, la sola urgenza è il pericolo della patria, minacciata ed attaccata da un nemico o da un traditore; e la natura de’ mali veramente urgenti è tale, che, passato il pericolo, non rimane di essi piú che la memoria. Sarebbe follia voler conservare, passato il pericolo, quelle leggi che il solo pericolo ha dettate.

La nuova diplomazia di Europa ha fatto sorger nuove specie di urgenze e nelle guerre e ne’ trattati; ma queste urgenze sono nate, se ben si riflette, dagl’ingiusti princípi di ambizione, che tutte le potenze hanno, e dal cattivo stato in cui presso tutte le nazioni sono gli ordini della guerra. E quando verrá finalmente il tempo in cui i re e le repubbliche rinunzino ai loro progetti di conquiste, qualunque sia il titolo che loro si doni ed il pretesto onde si colorano, ed alle preponderanze politiche,