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frammento terzo 241


FRAMMENTO III

POTERE ESECUTIVO


II potere esecutivo di Pagano è Io stesso che il potere esecutivo francese. Che in Napoli si chiami «arcontato» anziché «direttorio», che la durata sia di due anni e non di cinque, differenze son queste, le quali non meritano veruna attenzione.

Si è pensato, come Rousseau, che i dittatori non abusarono del potere loro confidato, sol perché l’ebbero per sei mesi: se lo avessero avuto per due anni, sarebbero stati tentati a perpetuarvisi. Ma questa brevitá di tempo porta seco poca istruzione negli affari ed un cangiamento troppo sollecito di massime e di princípi, che io credo sempre funesto a tutte le repubbliche.

La nazione napolitana non offre per il potere esecutivo una forma nazionale. Questo potere è il piú indocile di tutti, e la sua organizzazione si è creduta sempre la piú diffícile parte di una costituzione. Ma io, senza pretendere di diminuire tale difficoltá, ti dirò che essa è divenuta maggiore da che si son volute travagliar delle costituzioni sul tavolino, obbliando gli uomini; e quindi ne è avvenuto che siesi perduta la vera cognizione delle cose e della loro importanza. Si sono separate quelle cose che non si doveano separare, e son cresciute le difficoltá di ben ordinare il potere esecutivo da che si son trascurati gli altri poteri, de’ quali l’esecutivo non era che un risultato. Forse non siamo stati mai tanto lontani dalla vera scienza della legislazione quanto lo siamo adesso, che crediamo di averne conosciuti i princípi piú sublimi.

Vuoi tu una prova di quello che io ti dico? Prendi qualunque costituzione delle tante che gli uomini hanno avute finora, ed indicamene una sola che i nostri filosofi non dicano di essere cattiva. Intanto le nazioni che le aveano ne erano contente, e sono state felici e grandi per quelle costituzioni appunto che

V. Cuoco, Saggio storico. 16